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(TMNews) 07 Febbraio 2011
- Un governo per la Bosnia Erzegovina entro la fine di febbraio, o resteranno senza stipendio i deputati eletti alle elezioni generali del 3 ottobre scorso, ancora incapaci di trovare un accordo di maggioranza. E' l'ultimatum lanciato da Bakir Izetbegovic, membro musulmano della presidenza della Repubblica tripartita bosniaca, per uscire dall'impasse politica che vede il paese ancora senza governo, tanto a livello centrale che delle due entità etniche: la serba Repubblica Srpska e la Federazione croato-musulmana. "Le posizioni si sono ravvicinate. La formazione del governo potrà realizzarsi in una settimana o in tre, ma è tempo che si realizzi", ha dichiarato Izetbegovic alla stampa locale nel fine settimana. Precisando che "tutti stanno maturando e spero che questo conduca finalmente a dei risultati entro febbraio".
La Bosnia è chiamata ad urgenti riforme in chiave euroatlantica, legate in particolare al rafforzamento dello stato centrale, a scapito delle due entità. Un'opzione caldeggiata dal Partito social democratico (Sdp), il solo a base multietnica nel paese, e dal Partito d'azione democratica (Sda), primo partito musulmano. Diversamente, i partiti di riferimento della comunità serba (Snsd) e di quella croata (Hdz e Hdz 1999) difendono l'autonomia dei mini stati entnici rispetto a Sarajevo. Senza un rapido punto di incontro, salari bloccati per i deputati eletti in ottobre: "Vedremo allora come queste persone si sbrigheranno a formare quel potere che sarà in carica di non toccare il loro prossimo stipendio" ha dichiarato il presidente Izetbegovic.
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