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Visualizza articolo: Nuovo Pignone, luogo simbolo della protesta In primo piano la riconquista del contratto di lavoro senza deroghe e la difesa dei diritti

Gazzetta del Sud 3 Gennaio 2011

La Nuovo Pignone di Vibo Marina, un tempo polo metalmeccanico tra i più rinomati del Mezzoggiorno oggi nell'orbita del colosso americano di General Electric, rappresenterà oggi il luogo simbolo della protesta proclamata dalla Fiom Cgil nell'ambito dello sciopero generale della categoria «per la riconquista del contratto di lavoro senza deroghe e per la difesa di diritti, democrazia e rappresentanza».
Ma la manifestazione odierna, che si terrà a Vibo Marina a cominciare dalle ore 10, richiamerà centinaia di persone da tutte le parti della Calabria. In primo piano, secondo quanto spiegato nei giorni scorsi dai vertici regionali della Fiom Cgil, una serie di problematiche relative tutte al mondo del lavoro e al mancato sviluppo della Calabria.
Allo sciopero prenderanno parte forze politiche e alcune organizzazioni sindacali. Sarà presente pure una nutrita delegazione di Sinistra ecologia e Libertà. Un partito che «ritiene necessario – si legge in una nota di SeL – rispondere con forza all'attacco senza precedenti alla Costituzione, alla democrazia, ai diritti sui luoghi di lavoro, al contratto collettivo, alle conquiste delle lavoratrici e dei lavoratori italiani, che sono costate anni e anni di lotte, sofferenze e sacrifici, e che oggi sono patrimonio collettivo della nostra società e della nostra convivenza civile. Gli accordi a Pomigliano e Mirafiori, i referendum falsati da un ricatto autoritario e antidemocratico, non solo alla Fiat, ma in tutto il Paese cercano, come si evince dalle tentazioni di Federmeccanica e di tanti imprenditori, di riportare indietro il Paese, di peggiorare le condizioni di vita e di lavoro, di far pagare, più di quanto hanno già fatto e continuano a fare, alle lavoratrici e ai lavoratori il costo della crisi economica e produttiva».
Si comincia, quindi, con quanto accaduto a Pomigliano e Mirafiori, per ribadire non solo la "sacralità" del contratto nazionale «senza deroghe» e di tutti i meccanismi che innesca, frutto di quarant'anni di storia e impegno sindacali, ma anche per porre l'accento sul mancato varo di un piano industriale e per lo sviluppo della regione e, più in generale, sulle problematiche della scuola, della giustizia, della sanità.
Alla manifestazione saranno presenti il segretario provinciale della Cgil Donatella Bruni; il segretario regionale Sergio Genco e il responsabile regionale Fiom, Mario Sinopoli. Con loro anche i dirigenti della rsu della Nuovo Pignone e tutte le delegazioni appartenenti alla Fiom degli altri stabilimenti metalmeccanici della regione. Sinopoli nel corso della presentazione della manifestazione aveva avuto modo di sottolineare la necessità dello sciopero generale, quale arma democratica per cercare di arrestare l'effetto domino «dell'operazione Marchionne», che secondo il sindacalista altro non è che un «percorso verso lo smantellamento dei diritti sanciti dalla costituzione». Ad aleggiare attorno alla protesta anche alcune cifre, come quelle che riguardano la disoccupazione: negli ultimi tre anni, in Calabria, si sono persi oltre 60mila posti di lavoro, 20mila dei quali soltanto nel 2010.(n.l.)

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