|
citta la spezia 31 Gennaio 2011
Val di Magra - Val di Vara. "Da un pò di tempo a questa parte nella gogna mediatica è finito l’Outlet di Brugnato, un’altra delle tante operazioni commerciali destinate a dare l’ennesimo colpo di grazia al piccolo commercio ed al territorio, con l’ulteriore e ingiustificato Consumo di Suolo.
Quello che fa sorridere è la ribellione dei Sindaci, Assessori Provinciale e Regionali, contro questa operazione, stabilito che, nei loro territori, hanno sciaguratamente affossato tantissime attività commerciali, in periferia, ma soprattutto nei centri storici".
La considerazione parte da Giovanni Torri, assessore alle attività produttive e all'ambiente del comune di Ameglia che continua: "Se è vero che le attività commerciali presenti nei centri storici contribuiscono al mantenimento di un presidio sociale indispensabile a fermarne il degrado, se è vero che le amministrazioni si prodigano (a volte con iniziative eclatanti quanto inutili e dispendiose) a valorizzare i centri storici, appare quantomeno contraddittorio, continuare ad autorizzare l’insediamento di nuovi centri commerciali nelle fasce periferiche delle città. Come non sentire le grida di disperazione dei commercianti di Sarzana e degli altri comuni della Val di Magra?"
"Chi ha distrutto il commercio di Lerici, Ameglia, Ortovono, Arcola, se non la sovrabbondante offerta dei Centri commerciali disseminati da Santo Stefano a Massa?" - continua l'esponente di Sinistra Ecologia e Libertà.
"Ora si vuole omologare anche la Val di Vara al modello deteriore sopra citato, compromettendo le poche attività commerciali rimaste a presidiare il territorio ed a lottare per lo sviluppo di una nuova economia basata sul rispetto delle peculiarità dell’ambiente e sulle produzioni biologiche. La giustificazione corrente che condiziona fortemente l’autorizzazione all’apertura dei nuovi Centri sta nella promessa della creazione di nuovi posti di lavoro, ma la realtà si incarica di dimostrare la precarietà, e la bassa qualità degli stessi, nonché la perdita di altri posti, per la chiusura di attività già presenti nei territori".
"Ma le conseguenze di queste scelte politiche, sono gravide di conseguenze anche dal punto di vista della mobilità che, in assenza di nuove infrastrutture si concentra sulla viabilità ordinaria provocandone la perdita di funzioni e alti livelli di inquinamento ambientale. Da questo punto di vista chiedo agli amministratori di Arcola se sono consapevoli delle conseguenze provocate dal nuovo centro commerciale di Romito Magra".
"Siamo consapevoli del vantaggio apportato ai bilanci comunali dagli oneri di urbanizzazione derivanti da queste strutture, meno certi, che il gioco valga la candela per le conseguenze che ho cercato di argomentare. Queste mie riflessioni sono dettate dalla mia modesta esperienza commerciale, essendo da 30 anni agente di commercio in questa provincia, ho visto purtroppo nascere e morire decine di negozi, ma mai come ora uno spiegamento di forze così potente contro il piccolo commercio".
"Sicuramente nel passato c’è stato bisogno di calmierare i prezzi, e, i miei colleghi commercianti magari, hanno peccato di conservatorismo non adottando tutte quelle misure, consorzi, forme di fidelizzazione della clientela o marketing commerciale, che avrebbero permesso loro di reggere il confronto, ma, sicuramente, è mancata una politica di tutela delle piccole attività che avrebbero potuto contribuire alla rinascita sociale dei piccoli centri".
|