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citta la spezia 10 Gennaio 2011
La Spezia. "Provincia e Comune non possono dimenticarsi di quanto posseggono sul piano societario e quindi non convocare su questa tematica tariffaria insieme all'azienda le organizzazioni dei consumatori e sindacali confederali con le quali avevano da tempo individuato sedi di confronto e monitoraggio per quanto attiene il caro vita locale, a difesa del potere di acquisto di pensioni e salari ed a tutela del consumatore". Con queste parole Adiconsum esprime un netto dissenso sugli orientamenti e sulle anticipazioni di stampa circa i pesanti aumenti tariffari per il trasporto pubblico locale che Atc intende attuare.
"Gli osservatori, per quanto utili, non sono unilaterali - prosegue la nota del patronato - e scordare di percorrere questa via di confronto sarebbe grave in relazione anche alla rilevante entità degli aumenti proposti, del 30%, che hanno del clamoroso perché inciderebbero pesantemente sui bilanci dei cittadini, dei lavoratori e dei pensionati.
Va quindi discusso della necessità dell’aumento, della sua eventuale entità, temporalità e modalità attuativa, della qualità del servizio offerto, delle prospettive gestionali e tariffarie, essendo intollerabile un aumento annunciato del biglietto ordinario del 30% e uno globale del 45% in quattordici mesi con buona pace di ogni intendimento calmieratore dei prezzi".
"Poiché non sono previsti in partenza bus di protesta verso la Regione Liguria - puntualizza Adiconsum La Spezia - è limitativo contestare i mancati conferimenti del governo, per quanto reali, polemizzando al tempo stesso per aumenti dell’inflazione del paese di alcuni decimi (contro il 45% dell’aumento) e dimenticando o rimuovendo dalla memoria errori gestionali quali ad esempio “easy card” i cui costi in un ente pubblico si riversano sempre sulla collettività e per i quali non vi sono terzi da incolpare".
"Inoltre - ricordano ancora da Via del Carmine - non va tralasciata l’opportunità di combattere il fenomeno dei “portoghesi” con un controllo ferreo dell’evasione sin dalla salita sul bus recuperando introiti sia a favore dei dipendenti sia abbattendo i costi e tutto ciò prima di ipotizzare aumenti di tale portata. Va infine evitato in questa fase di annunciati aumenti di anticipare a mezzo stampa nuovi servizi di trasporto per le “Cinque Terre” senza un esame accurato, vantaggioso e comprovato del rapporto costi-ricavi.
Inoltre senza dimenticare l’eliminazione negli anni scorsi del servizio di navetta gratuito da e per i parcheggi di interscambio, andrebbero evitati effetti annuncio sugli aumenti, sia per far sembrare salvifici anche piccolissimi aggiustamenti, sia per impedire, se non già provveduto, la corsa all’accaparramento dei tagliandi innestando speculazioni da parte di chiunque".
"Insomma - conclude la nota - un aumento clamoroso, con conseguenze altrettanto clamorose nelle tasche del consumatore".
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