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Brescia Oggi 17 Dicembre 2010
«Vedo un 2011 migliore rispetto al 2010, che a sua volta ha mostrato segnali confortanti sull'esercizio precedente. Ma considerata una crescita prevista di poco superiore all'1,1% non si può certo parlare di ripresa. Serve molto di più e bisogna smetterla con le lamentele. Gli imprenditori devono decidere e concentrarsi su quello che vogliono fare per essere più competitivi: per realizzare questo, però, devono essere supportati da un Paese nuovo e più moderno, nel quale la politica detta le regole, non per interferire, e considera l'industria manifatturiera un bene per tutti».
PREVISIONI E AUSPICI espressi dal presidente dell'Aib, Giancarlo Dallera, nel tradizionale incontro di fine anno. Un appuntamento servito - qualche ulteriore spunto di riflessione - per concentrare l'attenzione sui vari temi aperti (si veda anche l'ampio servizio in cronaca) e tracciare il primo bilancio di quest'anno per l'economia provinciale. Un esercizio - sintetizzato dai dati illustrati dal vice presidente con delega per l'Economia e Centro studi, Alberto Pasotti - caratterizzato da timidi segnali di rilancio, cui fanno seguito previsioni ancora all'insegna dell'incertezza. Nei primi nove mesi la produzione industriale è cresciuta del 6% sullo stesso periodo del 2009 e questo ha significato anche anche un recupero dai minimi raggiunti durante la crisi; il gap dai massimi pre-difficoltà, tuttavia, è rimasto ancora molto forte (24%). Le prospettive per l'intero anno sono per un incremento attorno al 3% su quello prima, archiviato con una performance terribile (-22,33% sul 2008).
CONSIDERATE le dinamiche settoriali aumenti sopra la media si sono registrati per metallurgia e siderurgia, chimica, gomma-plastica, meccanica tradizionale e mezzi di trasporto; sotto la media agroalimentare e caseario, legno e mobili in legno, meccanica di precisione e costruzione di apparecchiature elettriche. Calzaturiero, maglie e calze, carta e stampa, materiali da costruzione ed estrattive, abbigliamento, tessile hanno evidenziato dinamiche negative. L'andamento nel complesso positivo è stato influenzato dall'andamento dell'export: nel periodo gennaio-settembre è risultato in crescita del 16,7% sul corrispondente periodo del 2009, nonostante la frenata (-2,1%) registrata nel terzo trimestre. Il risultato provinciale è stato superiore sia a quello lombardo (+12,1%), che a quello nazionale (+14,3%). In aumento, nei primi nove mesi dell'anno, anche le importazioni: +34,5% sul corrispondente periodo del 2009, anche in questo caso superiore nel confronto con le variazioni regionale e italiana (entrambe a +20,9%). Il saldo positivo del commercio con l'estero delle aziende bresciane, nel periodo gennaio-settembre, si è attestato a 3.157 milioni di euro, con un calo del 4,6% su base annua.
I PRIMI RISULTATI sul fronte produttivo sono stati ancora insufficienti a invertire la tendenza negativa sull'utilizzo della forza lavoro. Nei primi undici mesi del 2010 le ore di Cassa integrazione autorizzate in provincia hanno superano i 57 milioni (+26% su base annua), con un'impennata della straordinaria (+361%). Quelle utilizzate sono state pari al 67% delle autorizzate. Il tasso di disoccupazione dovrebbe attestarsi oltre il 6%, contro il 5,3% del 2009 e il 3,1% del 2008. Considerati anche i lavoratori alle prese con la Cassa, però, il tasso si collocherebbe su valori attorno al 9%.
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