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Visualizza articolo: Asp e Ospedali, si tratta sui precari Venerdì il vertice sulla Fondazione Potrebbe diventare un polo "interaziendale" Pugliese-Mater Domini

Gazzetta del Sud 15 Dicembre 2010

Uno scenario in evoluzione quello delle strutture sanitarie cittadine. Mentre incalzano i rumours sul possibile accorpamento di tutti gli ospedali catanzaresi in un'unica mega azienda, sul piano dei fatti concreti c'è da registrare alcuni passi avanti rispetto alla questione cogente del precariato. Martedì scorso i commissari straordinari dell'Azienda ospedaliera Pugliese-Ciaccio, avvocato Elga Rizzo, e dell'Asp dott. Gerardo Mancuso, hanno avuto un incontro con il dirigente responsabile del settore Piano di Rientro del Dipartimento regionale alla Salute, dott. Gianluigi Scaffidi, nell'ambito della ricognizione in atto sul precariato in tutte le aziende sanitarie e ospedaliere calabresi.
È stata prospettata dai due manager la necessità di mantenere in servizio il precariato ritenuto "essenziale" nell'ambito delle settanta unità che comprendono tutte le diverse figure professionali. Peraltro ieri il presidente Scopelliti in Consiglio regionale ha fornito assicurazioni sulla volontà di prorogare i contratti di tutti i precari in servizio (sono 1.100 di cui circa la metà operanti a Cosenza), tavolo Massicci permettendo. Oggi intanto il manager Mancuso presenterà alla stampa l'Atto di riorganizzazione funzionale dell'Asp che comporterà una serie di accorpamenti di strutture per perseguire non solo risparmi ma anche semplificazioni e soprattutto migliori performance in termini di efficienza.
Fondazione campanella Quanto alla terza azienda catanzarese, il policlinico universitario Mater Domini, c'è attesa per l'incontro di venerdì a Palazzo Alemanni tra il presidente e commissario ad acta per il Piano di Rientro Giuseppe Scopelliti (affiancato dai sub commissari Navarria e Pezzi e dal dott. Scaffidi) e il rettore dell'ateneo Magna Græcia prof. Francesco Saverio Costanzo. Sul tappeto le sorti della Fondazione Campanella che gestisce il polo oncologico con sede nei locali della facoltà di Medicina dell'università.
La Regione per via del Piano di Rientro non ha le risorse per mantenere una struttura sanitaria nel cui organico vi sono ben 250 unità di personale a fronte peraltro di altre due Oncologie operanti nel polo del Ciaccio e nella stessa Università.
Si profilano tre soluzioni per far sopravvivere la Fondazione Campanella: tagli ai posti letto, trasformazione del centro di eccellenza in dipartimento dell'università, trasformazione in struttura non più a sé stante ma "interaziendale" a carico, economicamente parlando, della Pugliese-Ciaccio e della Mater Domini. Il che eviterebbe il notevole esborso finanziario, che a fronte di richieste per il mantenimento della Fondazione di circa 85 milioni di euro l'anno, la Regione ha limitato a una erogazione annua di 25 milioni.
Di certo la Regione ritiene imprescindibile modificare la natura giuridica della Fondazione Campanella che oggi gravita in una sorta di limbo insostenibile. Da parte sua l'università che in precedenza sembrava non gradire qualsiasi forma di rivisitazione, adesso sembra orientata diversamente, pronta soprattutto ad apprezzare quella che il rettore Costanzo definisce «la grande capacità di ascolto e ragionamento della Regione sui progetti che riguardano l'Università».

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