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Gazzetta di Parma 02 Dicembre 2010
Domani, venerdì 3 dicembre, dalle 18, un centinaio di precari di Parma sarà davanti alla Prefettura di Parma per un "flash mob" che intende puntare l'attenzione sul precariato.
"Questa mobilitazione è il secondo atto di una 'battaglia' che abbiamo lanciato sull'onda delle sconvolgenti affermazioni del Presidente di INPS MAstrapasqua (" Se dovessimo dare la simulazione della pensione ai parasubordinati rischieremmo un sommovimento sociale") - si legge in un comunicato stampa - e l'ancor più desolante silenzio mediatico e politico che ne è seguito. Nell'assoluta necessità che della situazione dei lavoratori precari si parli e chiedendo che ci siano riconosciuti diritti uguali a quelli di ogni lavoratore, abbiamo scritto al Presidente del Consiglio. Abbiamo chiesto quindi che anche ai lavoratori parasubordinati sia riconosciuta la possibilità di accedere alla simulazione della loro futura pensione, come oggi il sito internet INPS concede a tutti i lavoratori italiani. Ma non ai parasubordinati. In barba al diritto all'informazione, riconosciuto dalla nostra Costituzione e dal Diritto Comunitario.
Non abbiamo ancora ricevuto alcuna risposta. Il 3 di dicembre (domani, ndr) saremo di fronte alla Prefettura di Parma per consegnare direttamente al rappresentante del Governo nel territorio di Parma la lettera che abbiamo inviato alla Presidenza del Consiglio, chiedendo al contempo che la politica si occupi finalmente della situazione dei precari italiani, ad oggi privi di una qualsiasi forma di ammortizzatori sociali per quando si trovano senza occupazione e nel dubbio di non poter accedere ad una pensione decorosa una volta maturata l'anzianità necessaria. Nei prossimi giorni presenteremo infine le linee guida anche del terzo atto di questa nostra battaglia. Illustreremo i tratti fondamentali del ricorso alla Corte europea dei diritti dell'uomo che stiamo preparando. Pensiamo che questa limitazione evidente del diritto all'informazione, garantito dall'Ue grazie al Trattato di Nizza, meriti il coinvolgimento di questa importante struttura europea. E' ora che questo silenzio imbarazzante sulla sorte e il futuro dei lavoratori precari italiani sia rotto. E' ora che la politica, le istituzioni e l'informazione mettano in testa all'agenda di questo paese la soluzione ai tanti problemi che pesano sul nostro futuro e sul nostro presente. Non siamo fantasmi. I precari esistono".
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