|
Roma, (Apcom) 4 Dicembre 2010
Hanno salari da capogiro e molti privilegi in termini di vacanze e ore di riposo obbligatorio: eppure, i 2.400 controllori di volo spagnoli che hanno paralizzato per quasi 24 ore il traffico aereo spagnolo facendo precipitare nel caos quello di mezz'Europa, sostengono di essere stati provocati dal governo. L'esecutivo di José Luis Zapatero, con un decreto emesso ieri, sarebbe entrato "a gamba tesa" in un negoziato ormai annoso sulle loro condizioni di lavoro.
STIPENDI D'ORO - Il conflitto risale al 2009, quando il presidente dell'autorità aeroportuale spagnola (Aena) aveva stimato in 350.000 euro all'anno il salario medio dei controllori di volo spagnoli:
PIU' ORE OBBLIGATORIE, MENO STRAORDINARI - Per risparmiare sull'organico, il governo comincia una serie di azioni che portano all'adozione di una normativa che aumenta le ore di lavoro annuali: dallo scorso 15 aprile sono 1670 ore ordinarie e 80 di straordinario, contro le 1200 ore ordinarie più 600 straordinarie del regime precedente. I controllori - che effettuano un lavoro stressante e di enorme responsabilità - hanno diritto a 30 minuti di riposo ogni due ore di lavoro; almeno 12 ore fra due turni di lavoro, fra le 48 e le 60 ore a settimana e almeno 184 ore al mese (in pratica sette giorni) divise in tre periodi.
PERMESSI E CONGEDI NON INCLUSI IN MONTE ORE - La scintilla che ha fatto scoppiare la protesta selvaggia è stato un decreto approvato ieri, con cui il governo ha deciso di fornire un'interpretazione 'estensiva' dell'orario di lavoro: nelle 1670 ore annuali non si intendono inclusi permessi speciali, congedi e periodi di formazione lavoro. Con lo stesso decreto, adottato per ridurre l'enorme deficit pubblico, si è deciso di privatizzare il 49% dell'Aena, e la possibilità di sostituire i controllori in caso di emergenza con i militari.
|