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Il Gazzettino 01 DICEMBRE 2010
ROMA (1 dicembre) - «Il mancato accordo sul contratto collettivo dei calciatori è una sconfitta di tutti, e ne sono dispiaciutissimo».
Demetrio Albertini, vicepresidente della Federcalcio eletto in quota Aic, non nasconde il suo rammarico all'indomani della rottura della trattativa e della proclamazione dello stop al campionato l'11 e 12 dicembre. «Lucarelli dice che la Lega ha una questione Lotito, perchè nella sua rappresentanza c'è un presidente che alla Lazio ha avuto problemi sui fuori rosa? Rispetto le scelte dei club, inviano chi vogliono; ma condivido i dubbi di Lucarelli - aggiunge all'Ansa Albertini -. Sulla flessibilità economica l'Aic è disponibilissima ma la riduzione del 30% in caso di retrocessione non può essere automatica, ma concordata col singolo giocatore, come già succede».
«Il vero scoglio - spiega - è la possibilità di mettere fuori rosa un giocatore, di non farlo allenare al top. Abbiamo tutti memoria di cosa è successo in questi anni: le rose ampie sono oramai una consuetudine, e gli allenamenti differenziati per gruppetti normali. Ma i calciatori non possono accettare una norma che ne discrimina la professionalità per risolvere errori di programmazione».
«I diritti collettivi dimostrano che il calcio è un settore non in crisi - conclude Albertini - Come si concilia il financial fair play della Uefa con rose da 40 giocatori in cui alcuni sono accantonati perchè non rientrano nei piani del club?».
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