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Visualizza articolo: Raoul Ghisletta: Il popolo ticinese ha respinto un sistema salariale superato e demotivante

Ticino News 28 Novembre 2010

Il comitato referendario (formato dai sindacati VPOD, OCST e CCS, dal Partito socialista e da altre associazioni del personale e partiti della sinistra*) prende atto con sollievo dell’esito sulla votazione del 28 novembre 2010 sulle legge stipendi cantonale, sottoposta al giudizio del popolo a seguito del referendum del Comitato.

Grazie al voto del popolo il Canton Ticino evita pertanto di fare gli errori commessi negli ultimi anni in altri Cantoni e in tanti settori privati. Si trattava infatti di una legge nata vecchia, che adattava al sistema salariale pubblico la meritocrazia e i bonus salariali in voga nel settore privato a partire dagli anni ’80, che hanno causato e causano molti danni all’economia e situazioni di malessere sui posti di lavoro.

Infatti la legge stipendi proposta non considerava minimamente i grossi problemi già registrati dalla meritocrazia applicata negli altri cantoni: in particolare non considerava che gli aumenti salariali maggiori finiscono nelle tasche degli alti dirigenti (a Zurigo con una frequenza quindici volte superiore rispetto ai bassi salari) e che vi sono forti disparità di trattamento nella distribuzione degli aumenti maggiori tra le unità (nel Canton Berna vi sono differenze da 1 a 14 tra i vari Dipartimenti). Anche le donne risultano non di rado penalizzate da questi sistemi. Inoltre in un Cantone clientelare come il Ticino l’applicazione della meritocrazia non sarebbe certo stata migliore di quella avvenuta a Zurigo o a Berna!

Un altro punto della nostra opposizione alla legge era il nuovo articolo 7a della legge stipendi, in base al quale il Governo avrebbe potuto distribuire “gratificazioni straordinarie” senza alcun limite superiore (sono stati eliminati i limiti superiori dalla legge). Inoltre il Governo avrebbe potuto versare i bonus annui anche agli alti funzionari dirigenti, che sarebbero stati inseriti nelle nuove classi tra i 165’000 e i 225’000 Fr.

Infine il comitato referendario ha pure giudicato inopportuna la nuova legge stipendi in quanto permetteva un forte aumento degli stipendi per gli alti dirigenti cantonali: il Governo, senza passare dal Parlamento, avrebbe potuto inserirli nelle nuove classi situate tra i 165’000 e i 225’000 Fr (oggi in questa fascia salariale, occupata dalle classi speciali A e B, ci sono solamente pochi casi).

Il comitato referendario auspica per il futuro che Governo e Parlamento si concentrino su strumenti di motivazione moderni ed efficaci: colloqui regolari con il personale, formazione continua, applicazione della legge esistente in caso di problemi sul posto di lavoro. Si tratta anche di affrontare i problemi sul tappeto tramite la riforma della LORD/Legge stipendi senza la meritocrazia, la revisione delle classificazioni e una riforma equilibrata della cassa pensioni. Il Governo ticinese e in particolare la direttrice del Dipartimento finanze ed economia dovranno tuttavia reimparare ad allacciare un dialogo autentico e costruttivo con le organizzazioni del personale.

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