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Brescia Oggi 18 Novembre 2010
Brescia. Tira una brutta aria. Per farsi sentire dalle istituzioni pare che si debba urlare. E lo fanno anche gli studenti. «Nessuno ci si fila, e allora blocchiamo tutto per riprenderci il nostro futuro», hanno deciso. Bloccare tutto, nella fattispecie, significa paralizzare il traffico della città con un corteo lumaca. E per un'ora abbondante, ieri mattina, ci sono riusciti. Non è come fermare per 17 giorni un cantiere della metropolitana, ma la logica è quella e i ragazzi delle superiori hanno dichiarato più di una volta la loro solidarietà con gli immigrati.
Hanno cercato pure di portare il loro corteo sotto la gru di via San Faustino, dopo aver attraversato un centro storico blindato, ma la Polizia lo ha impedito.
Quando arrivano in piazza Loggia, sulla lapide qualcuno ha attaccato un cartello per dire che «Il 28 maggio 1974 qui non è successo niente». E i ragazzi urlano la loro rabbia per una sentenza che non accende neanche una debole fiammella nel buio nero delle verità giudiziarie. Piazza Loggia è l'ultima tappa prima di arrivare al confronto con gli agenti schierati a impedire l'ingresso in via San Faustino. Non ci sono tentativi di forzare il blocco, e tutto si risolve in piazza Rovetta con un sit in che si scioglierà solo dopo mezzogiorno.
Partono in circa 800 da piazzale Garibaldi poco dopo le 9 dietro l'eloquente striscione «Per riprenderci il nostro futuro di nuovo in piazza Stop Gelmini». Ci sono studenti del Calini, del Gambara, dell'Arnaldo, qualcuno del Copernico, un folto gruppo del Leonardo, qualcuno anche dell'Itis Castelli. Nel loro mirino ci sono soprattutto il ministro Gelmini e il governo che «tagliano i fondi all'istruzione e propongono un modello di scuola che prepara futuri precari in un'ottica aziendalistica», dice Michele Borra per il Kollettivo studenti in lotta che organizza la protesta. «Vogliamo un futuro libero scandisce - e non di persone da sfruttare con lavori flessibili e precari».
E creano disagio per farsi ascoltare. In una delle fasce orarie più critiche, dalle 9 alle 10.30, mettono fuori uso il ring e mandano in tilt il traffico. Tanto impiegano per arrivare in via Gramsci, dopo una fermata in piazza Repubblica che tiene chiusi viale Stazione, via Corsica, via Tartaglia, via Ugoni. La Locale ammette che i problemi ci sono. Le deviazioni su percorsi alternativi non risolvono il disagio. E pure i bus deviati, con fermate saltate, non si contano.
GLI STUDENTI appaiono più determinati del solito. Le defezioni lungo il percorso ci sono, va da sè. C'è sempre chi coglie nella protesta l'occasione di vacanza. E quando il corteo passa davanti al Freccia Rossa sono in tanti a infilarsi nel centro commerciale. Il grosso tiene, tuttavia. E quasi 500 ragazzi arriveranno fino in fondo.
Il ring torna libero verso le 10.30, quando il corteo imbocca via Gramsci, e il traffico cittadino torna a respirare. Avanza in un centro blindato. L'accesso a corso Zanardelli è sbarrato da un cordone di carabinieri. Tutti gli ingressi di piazza Paolo VI da via X Giornate sono presidiati dalla polizia. Il salotto buono e la piazza restano off limits per la protesta.
Gli studenti avevano chiesto di arrivare sotto la gru della protesta. Ma sanno già che la Questura non gliel'ha concesso. Fanno comunque il gesto, e si avvicinano al cordone di agenti in tenuta antisommossa che tiene bloccata via San Faustino. Non tentano neanche di passare. Davanti hanno la polizia, dietro i carabinieri, e gli accessi a corso Mameli sono sbarrati. Le vicende di questi giorni in via San Faustino consigliano prudenza. Si urlano i soliti slogan contro gli agenti. Per un'ora abbondante restano lì, come a sottolineare il permesso negato. Poi, tutti a casa.
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