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La Repubblica 02 Novembre 2010
Entrato in vigore l'accordo siglato lo scorso luglio dopo mesi di lotte sindacali nel settore trainante dell'economia del paese. La richiesta era 50 dollari ma è stata respinta dagli imprenditori
DACCA - Il governo del Bangladesh prenderà seri provvedimenti contro le fabbriche di abbigliamento che non applicheranno il nuovo aumento salariale previsto a partire da questo mese e che prevede un incremento nella busta paga dell'80%.
In base a un accordo siglato lo scorso luglio dopo violente proteste sindacali, il minimo mensile è stato fissato a 3 mila taka (circa 30 euro), un costo del lavoro che continua a essere uno dei più bassi al mondo per l'industria tessile. E' quanto riportano i media locali citando le dichiarazioni del ministro del Lavoro Khandkar Musharraf Hossein rilasciate in una conferenza stampa. Le aziende tessili dovranno inoltre pagare ai lavoratori le indennità festive.
Nei distretti industriali alla periferia della capitale Dacca sorgono circa 4.500 aziende di abbigliamento che impiegano centinaia di migliaia di operaie e che lavorano quasi esclusivamente per le grandi catene occidentali come Wal-Mart, Zara, Marks & Spencer e H&M. Il recente aumento dei salari in Cina e anche nella vicina India ha favorito il comparto tessile bangladese orientato per oltre l'80% all'esportazione e diventato trainante per l'economia del paese.
Le organizzazioni sindacali, che nei mesi scorsi, avevano paralizzato la produzione con scioperi e picchettaggi delle fabbriche, avevano chiesto un salario minimo di 5 mila taka (circa 50 euro), ma la richiesta era stata respinta dalle associazioni industriali.
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