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Normanno 04 Ottobre 2010
Vertice Buzzanca-Sindacati sul pre-bando dell'Ato Messina 3. Il segretario della Cisl: "Non vi sono certezze su nulla. Fondamentale conservare occupazione e qualità senza incidere sui costi per i cittadini". Per Costantino Amato, segretario generale Uil "la vecchia riforma regionale si è dimostrata un totale fallimento"
Sul tavolo c’era la delicata questione del prebando dell’AtoMe3 sulla raccolta dei rifiuti. Al Comune di Messina è andata in scena, però, una riunione interlocutoria tra le organizzazioni sindacali e il sindaco. “L’unica certezza è che non ci sono certezze – ha commentato, al termine, il segretario generale della Cisl di Messina Tonino Genovese – il quadro normativo del sistema di gestione dei rifiuti in Sicilia è talmente complesso e indeterminato che oggi è impossibile affermare e stabilire qualsivoglia soluzione”.
“Nulla è scontato – ha proseguito Genovese – né il mantenimento in vita di Messinambiente, né l’affidamento dei servizi a far data dal 2011 a Messinambiente. Non ci sono certezze finanziarie sulla gestione complessiva. Chiunque afferma il contrario, sostiene tesi legate ai propri desideri, non a certezze e fatti concreti”.
Per la Cisl sono due i dati fondamentali e imprescindibili. “Vanno tutelati e salvaguardati – ha spiegato Genovese - i livelli occupazionali e le attuali maestranze a prescindere dal soggetto che sarà chiamato a gestire il servizio e va tutelato e salvaguardato la qualità del servizio, compreso l’attuale costo per la comunità messinese perché il rischio concreto è che i risparmi nella gestione realizzati dall’Amministrazione comunale debbano poi essere pagati dai cittadini attraverso un considerevole aumento della tariffa”. Queste sono le garanzie che la Cisl ha chiesto durante l’incontro ribadendo la proposta che “qualunque sia la sorte societaria, qualora si decida di mantenere una società del comune di Messina sia essa a partecipazione pubblica o a compartecipazione privata, si attivino le forme per la partecipazione dei lavoratori alla governance aziendale”.
“La vecchia riforma regionale che aveva consegnato tutto nelle mani degli ATO – commenta Costantino Amato, segretario generale della UIL – si è dimostrata un totale fallimento che ha dato vita a tanti carrozzoni clientelari che nel tempo hanno prodotto solo debiti, disservizi e problemi ai lavoratori e ai cittadini. Ammonta infatti a 1 miliardo e 250 milioni di euro il buco creato a livello regionale dagli Ato. Un buco che toccherà ai cittadini, messinesi compresi, ripianare. L’incontro di oggi – prosegue Amato – se da una parte è servito a chiarire gli aspetti politici e la necessità, dalla UIL più volte ribadito, di garantire la qualità del servizio e mantenere i livelli occupazionali, cercando di tutelare al massimo le tasche dei cittadini (anche se è ormai chiaro che i 12 milioni di euro in meno previsti dal pre-bando elaborato dal commissario liquidatore dell’Ato3 Antonio Ruggeri per l’affidamento dei servizi costituiranno una ulteriore gabella a carico dei messinesi che potrebbero nel tempo vedere quadruplicati gli importi delle loro bollette), dall’altra ha rappresentato una grande situazione dei incertezza sul piano tecnico e giuridico circa la posizione degli attuali gestori”.
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