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Ticinonline 4 Ottobre 2010
BELLINZONA - I dati sulla disoccupazione in Ticino non sono diversi rispetto a quelli rilevati nel 2006: il 10 per cento dei lavoratori operava a contratto determinato, contro il 4,5 per cento su chiamata. Nel 2008, in Svizzera - come riporta la RSI - secondo uno studio effettuato su mandato della Seco, il precariato raggiungeva il 3,3 per cento (140 mila persone). Il Ticino in questo senso non rappresenta un'eccezione e la tendenza sembra essere in aumento.
Più colpite le fasce dei giovani, le donne, gli stranieri e le persone poco o non qualificate. Per quanto riguarda invece i settori, maggiormente interessati quelli della ristorazione, quello alberghiero, servizi privati e aiuto domestico.
Un imbarbarimento nei cantieri che per il presidente della Commmissione partitetica per l'edilizia e sindacalista, Paolo Locatelli, preoccupa in quanto il mercato va bene.
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