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Roma, (Adnkronos/Labitalia) 30 Settembre 2010
- Le professioni meno qualificate di addetto al commercio e ai servizi (dal commesso al barista, dal parrucchiere al cameriere), come pure quelle di operaio e artigiano (dall'idraulico al meccanico, dal muratore al falegname), interessano, al 2° trimestre 2009, circa la meta' dei giovani entrati nel mercato del lavoro. A dirlo e' l'Istat secondo cui, invece, le figure professionali relativamente piu' qualificate di tecnico (dall'infermiere al geometra, dall'informatico al contabile) e impiegato (dal personale di segreteria all'addetto alla cassa, dall'hostess di volo al coadiutore giudiziario) riguardano, invece, poco meno del 30% delle prime occupazioni.
La professione esercitata nella fase d'ingresso nel mercato del lavoro varia considerevolmente a seconda del livello d'istruzione: da un lato, si trovano livelli d'istruzione inferiori e lavori meno qualificati e, dall'altro, livelli d'istruzione piu' elevati e figure professionali maggiormente qualificate. Ben il 67% dei giovani in possesso al piu' della licenza media si inserisce in un lavoro operaio, artigianale o non qualificato, o in un'attivita' comunque manuale. Al contrario, tra i laureati si registra la quota piu' alta di professionisti e tecnici, anche se rimangono significative le incidenze della categoria impiegatizia e delle professioni meno qualificate. Infine, oltre un terzo dei giovani provvisti di un titolo secondario superiore avvia il proprio percorso lavorativo svolgendo una professione a bassa qualificazione o addirittura non qualificata.
La distribuzione delle professioni tende a differenziarsi per genere. Nel gruppo degli addetti ai servizi e alle vendite, la presenza delle donne e' piu' estesa in confronto a quella degli uomini (rispettivamente 29 e 14,9% del totale). Nel contempo, alla prevalente componente femminile tra gli impiegati si accompagna quella maschile tra i professionisti.
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