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TG3 22 Settembre 2010
Il telefono dell’addetto commerciale dell’ambasciata libica a Roma è sempre occupato.
Non fa in tempo a rispondere che squilla di nuovo.
Manager, amministratori delegati, direttori generali, capiufficio, capireparto, amministratori di condominio, tutti a proporre affari al Colonnello, tutti a chiedere che la Gran Jamahiria Arabica Libica Popolare Socialista (questo il nome completo) diventi socia di qualche cosa.
Non si tratta però di passione per gli affari ma della segreta speranza di essere licenziati.
E si, farsi soci dei libici può essere considerata una cosa talmente grave da venir punita con la risoluzione del rapporto di lavoro e una buonuscita di 40 milioni di euro, ottanta miliardi delle vecchie lire.
Ad Alessandro Profumo, amministratore delegato di Unicredit è andata così.
Una volta con la liquidazione si dava l’anticipo per la casa del figlio, o si estingueva il mutuo della casa propria o si pagavano tutti i debiti accumulati. Una volta, perché ora con i fondi pensione vari, i TFR e altre diavolerie c’hanno tolto anche il piacere della liquidazione.
Non a tutti però, ci sono sempre quelli più uguali degli altri, anche nei licenziamenti.
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