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(ASCA) - Roma, 23 Settembre 2010
- ''Una crescita degli investimenti nel settore delle infrastrutture puo' davvero rappresentare una risposta concreta alla crisi economica''. Lo ha detto Luisa Todini, presidente di FIEC (Federazione Industria Europee delle Costruzioni), intervenendo a Roma alla tavola rotonda su ''Progetti e finanza per il rilancio dell'Italia''.
''Come ha ricordato la FIEC nella dichiarazione congiunta con i sindacati del settore presentata di recente al Commissario Tajani - ha aggiunto la Todini -, ogni posto creato o salvato nel settore costruzioni assicura due posti in altri settori (lavorazioni di legno, metalli, vetro, chimica, servizi). Ma e' necessario rilanciare la competitivita' del settore a livello europeo, anche attraverso un maggior investimento nell'edilizia sostenibile e nella formazione professionale legata alle tecnologie 'verdi', e superare le criticita' tipiche del mercato italiano''.
''Gli scogli su cui le grandi opere rischiano di infrangersi nel nostro Paese sono ancora tanti e si chiamano burocrazia, frammentazione, legalita', finanziamento, consenso - ha pero' avvertito la Todini -. Tempi troppo lunghi, 9-10 anni per completare i progetti, un numero di stazioni appaltanti nella P.A senza uguali in Europa, il patto di stabilita' interno applicato in Italia in modo piu' restrittivo degli altri Paesi. Sono necessari una semplificazione del quadro competitivo, misure fiscali che favoriscano le aggregazioni, un adeguato sostegno finanziario da parte delle banche, nuove regole per consentire ai Comuni piu' virtuosi di investire in infrastrutture''.
''Tra i progetti prioritari di interesse italiano c'e' la realizzazione delle reti TEN T, la grande rete di trasporti europea - ha concluso la Todini -. A fronte dei buoni risultati ottenuti nel nostro Paese con il completamento della dorsale TO-MI-SA, resta da completare il terzo braccio della T, quello da Milano a Venezia. Inoltre e' prioritario ottenere l'inclusione, tra i progetti 'di preminente interesse europeo', sia dell'attraversamento Ovest-Est della pianura padana, sia dell'attraversamento ferroviario delle Alpi. E' da valorizzare infine la posizione strategica della nostra Penisola per rafforzare i collegamenti sia tra i porti dell'Adriatico e l'asse Orientale (Balcani, Mar Nero, Mar Baltico) sia con l'intera sponda Sud del Mediterraneo''.
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