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ROMA 13 Settembre 2010
- Un nuovo anno scolastico a Roma cominciato tra proteste, precariato e perplessità sull'aumento di alunni immigrati negli istituti. Sotto i riflettori, all'avvio delle lezioni, c'è la classe-ghetto con soli immigrati: la I B della ex-Pisacane, nel quartiere periferico di Tor Pignattara, che oggi fa parte dell'istituto comprensivo Laparelli e dove oltre l'80% di alunni iscritti sono stranieri.
A lamentarsi della situazione sono gli stessi genitori stranieri, bengalesi e cinesi: «Se ci fossero anche bimbi italiani in classe sarebbe meglio, i nostri figli imparerebbe meglio l'italiano. Dopotutto siamo in Italia». L'assessore capitolino alla Scuola, Laura Marsilio: «Nei prossimi giorni - ha detto - andrò alla Pisacane per fare il punto della situazione, anche per gli altri plessi ad alta concentrazione di bimbi non italiani».
«Uno dei giorni di riapertura delle scuole italiane più brutti dal dopoguerra», dice il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, il quale ha riferito che «a Roma e provincia, come denuncia il coordinamento scuole secondarie di Roma, i tagli al personale docente e non docente, saranno pesantissimi: 300 unità per le scuole elementari, 100 per le medie e addirittura 700 per le superiori». Nuovo anno, ma ancora proteste. Davanti a 30 scuole elementari romane sono stati distribuiti a Roma 15mila volantini, nell'ambito di una mobilitazione nazionale indetta da Sinistra Ecologia e Libertà per la difesa della scuola pubblica di tutti. A spiegare invece le novità della riforma Gelmini, in vari licei della Capitale, sono stati proprio i presidi nei vari licei romani, annunciando i nuovi provvedimenti. Ma fin dal primo giorno c'è già chi tra i banchi storce il naso.
«La Regione del Pdl taglia oltre 5000 borse di studio, e azzera il fondo di 3 milioni per i libri in comodato d'uso che erano stati utilizzati dagli studenti di 300 scuole. Questa mattina la Commissione scuola ha esaminato ed approvato le delibere presentate dall'assessorato alla scuola che sanciscono tagli drastici proprio ai fondi destinati a garantire il diritto allo studio ai figli di famiglie con un reddito Isee fino a 15 mila euro e quello destinato a finanziare le borse di studio agli studenti piu meritevoli. In particolare il fondo per le borse di studio che spettavano a ragazzi con la media del 7 e dal valore di 500 euro, passa da 4 milioni a 1 milione e 350 mila euro». Così in una nota il consigliere regionale Pd Marco Di Stefano.
L'anno scorso c'erano in bilancio 3 milioni, quest'anno zero per i libri in comodato. La modalità dei libri in comodato d'uso fu utilizzata nel 2009 da 300 scuole e ne usufruirono migliaia di studenti provenienti da famiglie in precario o forte disagio economico. «Ora le famiglie dovranno acquistarli. Il problema è che la Polverini ha deciso volutamente di utilizzare solo gli stanziamenti previsti nel bilancio tecnico approvato prima delle elezioni. Le scelte vere - spiega Di Stefano - dovevano essere fatte in sede di assestamento, in quella sede occorreva ripristinare i fondi . Era una scelta politica ben precisa, la maggioranza Pdl ha scelto di non farla. È la conferma che il Pdl a tutti i livelli è contro la scuola ed è irrilevante che sia pubblica o privata, ed è contro le famiglie».
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