LaborandiSezione OrientamentoSezione FormazioneSezione Lavoro

Master in gestione Risorse Umane (HR) - Ed. 2012 - Gruppo Major Bit
Sono aperte le iscrizioni. Scarica il programma






Visualizza articolo: Euro forte: "una dramma", intanto le aziende svizzere cercano rifugio in Europa

BERNA - 15 Settembre 2010

L'Unione sindacale svizzera (USS) chiede alla Banca nazionale (BNS) di lottare con determinazione contro "un franco esageratamente forte". Se l'apprezzamento non è combattuto rapidamente, le conseguenze saranno gravi e durature, hanno rilevato rappresentanti dell'USS.

Imprese preoccupate - "Con un tasso di cambio dell'euro costantemente inferiore a 1,30 franchi, la situazione diventa drammatica", ha dichiarato in una conferenza stampa tenuta oggi a Berna Paul Rechsteiner, presidente dell'USS, aggiungendo che la preoccupazione presso le imprese è ormai generalizzata. Rechsteiner ha rammentato che l'Unione europea assorbe il 60% dell'export elvetico. Anche il settore turistico ne soffre.

Personale retribuito in euro - Si stanno moltiplicano i trasferimenti nell'UE di società svizzere. Si aggiungono abusi, ad esempio da parte di imprese che vogliono retribuire il personale in euro o assumere frontalieri a salari inferiori. Si tratta di casi che violano chiaramente le misure di accompagnamento degli accordi bilaterali, ha sottolineato il presidente dell'USS.

Più disoccupazione - Se la forza del franco dovesse persistere, tutta l'economia sarebbe pregiudicata, con gravi conseguenze come la perdita di molti posti di lavoro e la minaccia di una deflazione, ha avvertito Rechsteiner.

Tasso ideale 1,45 - 1,50 - Rispetto alle altre divise, il franco, ponderato a seconda delle esportazioni, è rincarato di quasi il 10% dall'inizio del 2009, ha osservato Daniel Lampart. Secondo il capo economista dell'USS, sarebbe opportuno un tasso di cambio euro-franco compreso tra 1,45 e 1,50 franchi.

Chiamata in causa la BNS - La BNS - indica l'USS - deve contrastare tale evoluzione allarmante con decisione, come è avvenuto durante la crisi finanziaria. In primo luogo occorrerà intervenire direttamente sui mercati dei cambi. Per Lampart, la banca centrale dovrà darsi un obiettivo chiaro e difenderlo con vigore. Dal canto suo la BNS, che domani renderà nota la propria analisi della situazione, non ha voluto commentare le richieste dell'USS.

Una tassa contro le operazioni speculative - La confederazione sindacale preconizza anche un'imposta sulle transazioni finanziarie: una tale tassa ridurrebbe sensibilmente i guadagni nelle operazioni speculative a breve termine.

L'auspicio dell'USS - L'USS auspica d'altro canto interventi presso le banche: negli anni '70 Berna e la BNS avevano limitato con successo le operazioni sui mercati delle divise, al fine di proteggere l'economia elvetica. Le imprese esportatrici dovrebbero infine avere la possibilità di cambiare euro contro franchi a corsi speciali. Il finanziamento - temporaneo - di tale misura potrebbe avvenire per il tramite della Confederazione.

Mostra tutte le news




Valid HTML 4.0 Transitional Valid CSSchi siamo | tutto laborandi | i nostri partners |  feed rss | i siti amici | privacy policy | termini di utilizzo
© Copyright 2007-2012