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Visualizza articolo: Aumenti salariali del 2-3%, li chiede l'Unione sindacale

BERNA - Ticinonline 20 Agosto 2010

L'Unione sindacale svizzera (USS) rivendica per il 2011 aumenti salariali del 2-3%. Il rialzo delle rimunerazioni è ritenuto giustificato tenuto conto dell'incremento della produttività, della crescita degli utili aziendali, del rincaro e dell'aumento dei premi delle casse malattia.

In molti rami è necessario un supplemento di almeno 150 franchi al mese, si legge in una nota della confederazione sindacale, che chiede ritocchi generalizzati e non su base individuale.

Altro argomento dell'USS: lo scarto crescente tra i salari. "In Svizzera il 5% dei dipendenti intasca ormai il 20% della massa salariale totale contro il 17% dieci anni fa", ha rilevato Daniel Lampart, capo economista presso la confederazione sindacale.

Le rivendicazioni mirano a "ristabilire la giustizia salariale", ha spiegato dal canto suo Paul Rechsteiner, presidente dell'USS. Gli adeguamenti generalizzati "permettono di garantire che i guadagni non si dirigano unicamente verso la parte alta della scala salariale", ha osservato. Anche i bonus sono nel mirino dell'USS, che desidera sostituirli con stipendi fissi.

Per il personale della Posta e di Swisscom il Sindacato della comunicazione auspica, oltre alla compensazione integrale del rincaro, incrementi dell'1,5-2%. Si tratta di un aumento "assolutamente meritato, ragionevole e indispensabile da un punto di vista economico", ha dichiarato il presidente Alain Carrupt. L'Associazione svizzera degli impiegati di banca punta su un aumento reale degli stipendi del 2%.

Unia mira al 3% in più in busta paga, ossia circa 150 franchi nel settore della costruzione e 140 nel commercio al dettaglio. Nell'industria il sindacato rivendica un incremento del 2-3%.

Sussiste un bisogno di recuperare: Hansueli Scheidegger, membro del comitato direttivo di Unia, ha rammentato che "i salari reali sono progrediti solo dello 0,5% all'anno dal 2000". Rispetto alla crescita della produttività il ritardo accumulato è del 3,4%, stando a Unia.

Thomas Daum, direttore dell'Unione svizzera degli imprenditori, considera troppo elevate le rivendicazioni avanzate dai sindacati per determinati rami, per altri al limite superiore. L'evoluzione attualmente è molto labile e le imprese devono tenere i costi sotto controllo. L'industria rivolta ai mercati esteri non si è ancora ripresa, ha rilevato.

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