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Visualizza articolo: Contratti: Federalimentare, nostro ccnl presenta da tempo flessibilità

Roma, (Labitalia) 05 Agosto 2010

- Il contratto nazionale dell'industria alimentare "presenta da tempo interessanti elementi di flessibilita'". Rinnovato a settembre dopo una trattativa di cinque mesi, da tutte e tre le sigle sindacali, prevede ampie possibilita' a livello di orari a seconda delle esigenze delle aziende" spiega Gabriele Cardia, responsabile sindacale di Federalimentare, in merito a una possibile esportazione del 'modello Marchionne' a questo comparto dell'industria.

Ma non solo, la normativa dell'industria alimentare, prevede all'art.30 un capitolo dedicato alla 'flessibilita' degli orari' tale da consentire un lavoro multiperiodale, con settimane di 48 ore o di 32, tanto per fare un esempio, fino a un massimo di 72 ore annue per il superamento dell'orario settimanale.

Il contratto alimentare, anche per quanto riguarda gli straordinari, "prevede un'ampia casistica di ipotesi di ricorso al lavoro straordinario esenti dai tetti legali delle 250 ore annue e delle 80 trimestrali e, solo per le eventuali ipotesi al di fuori delle precedenti, vi e' la necessita' di concordarle al livello aziendale nel limite delle 80 ore annue pro capite", afferma il responsabile di Fedralimentare. Per il settore alimentare, quindi, il contratto nazionale svolge un "ruolo molto importante - tiene a precisare Cardia - perche' e' il centro regolatore di diritti e doveri e di costi prevedendo altresi' in base alla regola 'ne bis in idem' la non rinegoziazione a livello aziendale di quello che e' stato gia' negoziato nel ccnl".

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