LaborandiSezione OrientamentoSezione FormazioneSezione Lavoro







Visualizza articolo: Bankitalia: industria in stallo Fondo, record di domande

L’Arena 02 Agosto 2010

Dopo un 2009 di record negativi, le imprese italiane inseguono la ripresa ma i segnali di recupero delle vendite sono ancora «lievi» e per l'occupazione si tratterà di un altro anno con il segno meno, soprattutto per l'industria, dove la perdita di posti di lavoro sarà ancora peggiore.
Insomma, è un quadro con luci ma anche diverse ombre quello tracciato dall'indagine campionaria condotta da Banca d'Italia tra febbraio e aprile 2010 sulle imprese industriali e dei servizi con almeno 20 addetti: una ricerca che quantifica i danni subiti dall'economia nel 2009 e dà le stime sulle performance aziendali per l'anno in corso. Riguardo all'occupazione, lo studio certifica la «caduta» subita nel 2009 del 2 per cento, con un ribasso più forte nell'industria (-2,6%) rispetto ai servizi (-1,3%). Inoltre è emerso che nelle imprese manifatturiere con più di 50 addetti le ore di cig hanno raggiunto il 10% di quelle effettivamente lavorate, «superando il picco del 1993 (+7,9%)». E le previsioni per il 2010 non indicano ancora una ripresa, bensì «un'ulteriore contrazione dell'1,5 per cento». Per l'industria la flessione sarà anche peggiore di quella registrata lo scorso anno (-2,7%), mentre un po' meglio andrà nel terziario (-0,3%). L'eccezione è nei servizi alle imprese e alle famiglie, la quota più alta invece nel tessile (-4,7%). Per tagliare i posti, il sondaggio indica che le aziende usano il blocco del turner over e il mancato rinnovo dei contratti a termine.
Per fatturato e ordinativi, invece, si iniziano a vedere segni di ripresa, +1,9%, «moderatamente più accentuata nei servizi rispetto all'industria in senso stretto (2,3% e 1,4% )». Anche per gli investimenti fissi lordi, scesi del 14,5% nel 2009, si stima un aumento del 3,8%. Rimane, però, il nodo relativo alla stretta sul credito: «circa il 20 per cento delle imprese ha segnalato inasprimenti delle condizioni».
Un altro segnale negativo viene dal boom di richieste per il Fondo dedicato al salvataggio e alla ristrutturazione delle imprese in difficoltà, istituito dal ministero dello Sviluppo economico e gestito da Invitalia. Dal 5 al 23 luglio sono arrivate 16 richieste da parte di medie e grandi aziende, soprattutto dai settori metalmeccanico e dei materiali da costruzione. «Oltre l'80% delle domande riguarda progetti di ristrutturazione», ha detto Andrea Bianchi, direttore generale politica Industriale e competitività del Ministero, secondo cui il dato da leggere in chiave positiva.

Mostra tutte le news




Valid HTML 4.0 Transitional Valid CSSchi siamo | tutto laborandi | i nostri partners |  feed rss | i siti amici | privacy policy | termini di utilizzo
© Copyright 2007-2012