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Il Tam Tam 29 Luglio 2010
Oltre 3 milioni 300 mila euro per combattere il precariato ed assumere i lavoratori. E’ quanto prevede la più recente delle misure adottate dalla Giunta regionale dell’Umbria finalizzata all’occupazione. Il pacchetto di provvedimenti regionali in materia di politiche del lavoro è stato illustrato dall’assessore alle attività produttive, Gianluca Rossi, e dal Direttore regionale allo sviluppo economico, Ciro Becchetti, presente la Dirigente del servizio politiche attive del lavoro della Regione Emma Bobò.
“Vista l’attuale, difficile fase del mercato del lavoro nazionale e umbro in cui cresce a seguito della crisi la precarizzazione del lavoro – ha spiegato l’assessore, abbiamo deciso di incrementare le risorse inizialmente previste da un apposito bando per la stabilizzazione dei precari, con l’obiettivo di ammettere a finanziamento il maggior numero di richieste.
Al bando hanno risposto 215 imprese umbre per complessivi 578 lavoratori, di cui 243 donne". Il bando illustrato oggi, che si avvale delle risorse del Fondo sociale europeo, prevede per le imprese un contributo di 6 mila euro per ciascuna assunzione con contratto a tempo indeterminato a favore di circa 600 lavoratori precari. Nei prossimi giorni verranno comunicata alle aziende l’erogazione delle provvidenze.
“La situazione del mercato del lavoro in Umbria – ha detto Ciro Becchetti – ci dà un quadro complessivo delle difficoltà incontrate dal sistema a seguito della crisi. Se ai dati relativi agli occupati a termine si sommano quelli dei lavoratori precari autonomi l’area della precarietà umbra si attesta attorno alle 50 mila unità. Con una flessione, rispetto al 2008, di circa tre mila unità dovuta al mancato rinnovo di rapporti di collaborazione coordinati e continuativi o a progetto, che incide per il 13,7% dell’occupazione regionale, la più elevata del Centro-Nord". Tra le prossime iniziative della Regione Umbria in materia di occupazione, Becchetti ha ricordato l’avvio di corsi di formazione per i lavoratori in Cassa integrazione in deroga, che sono in Umbria circa 10 mila, e alcuni provvedimenti per favorire il posizionamento strategico delle imprese, anche piccole.
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