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ANSA.it 24 Luglio 2010
ROMA - La crisi si fa sentire anche sulla spesa 'primaria' delle famiglie italiane, ovvero quella dedicata al cibo. E anche il comparto del credito al consumo risente delle cattive condizioni economiche. E' quanto emerge dal rapporto sulle economie regionali di Bankitalia, in cui si sottolinea che la spesa in beni alimentari è diminuita soprattutto nel Mezzogiorno (-3,9%) e al Centro (-4,1%); nel Nord la riduzione è stata dell'1,9% (-2,9%). Complessivamente, in base all'Indagine dell'Istat sui consumi, nel 2009 la spesa media mensile delle famiglie italiane é stata di 2.442 euro (con quasi mille euro di differenza fra i 2.768 euro nel Nord ed i 1.898 del Sud); in calo dell'1,7% rispetto all'anno precedente. La flessione è stata più marcata al Sud (-2,7%), rispetto a Nord (-1,5%) e Centro (-1,4%). "Il deterioramento del clima di fiducia - si legge nel rapporto - ha indotto le famiglie a ridurre sensibilmente la richiesta dei prestiti per l'acquisto di abitazioni", mentre "il calo degli acquisti di beni durevoli ha pesato sulla dinamica del credito al consumo, che è risultata particolarmente negativa nel secondo semestre del 2009 e che, secondo le attese delle banche, risulterebbe debole anche nella prima metà del 2010, quando invece dovrebbero riprendere le richieste di mutui". In particolare, la crescita del credito al consumo (non corretta per l'effetto contabile delle cartolarizzazioni), è scesa al 4,6(8,2% nel 2008); la decelerazione è risultata più intensa nelle regioni meridionali, aggiunge Bankitalia.
ITALIA BOCCIA SERVIZI PUBBLICI, SUD MAGLIA NERA - Italiani insoddisfatti dei servizi pubblici sul territorio: "il livello di gradimento espresso dai cittadini italiani è inferiore a quello medio europeo per tutti i profili considerati", dal trasporto pubblico alla salute, dagli spazi verdi ai servizi sportivi. E' quanto emerge dal dossier della Banca d'Italia sulle "Economie regionali" diffuso nei giorni scorsi dall'istituto. Secondo un'indagine condotta dall'Eurostat sulla percezione dei cittadini circa la qualità dei servizi in 76 città europee é emerso - riferisce Bankitalia - come il livello di gradimento espresso nella media delle 6 città italiane sia inferiore rispetto a quello medio delle altre città europee. "La media italiana - sottolinea Bankitalia - nasconde un divario di qualità percepita molto ampio tra le due città meridionali (Napoli e Palermo), da un lato, che si collocano costantemente oltre la settantesima posizione nella graduatoria delle città europee ordinate secondo livelli decrescenti di soddisfazione, e le città ubicate nel Nord del Paese, dall'altro, che presentano livelli di soddisfazione decisamente più elevati, in alcuni casi migliori della media europea".
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