|
Rassegna.it 21 Luglio 2010
“E' uno stillicidio di atti contro il buon senso e contro ogni misura, difficile non pensare a atti di ritorsione”. E' quanto afferma oggi (21 luglio) il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, riferendosi ai licenziamenti negli stabilimenti Fiat degli ultimi giorni. “Questo - spiega - radicalizza le posizioni e lo scontro all'interno della Fiat, proprio in un momento in cui l'azienda è impegnata in un piano di divisione societaria e di rilancio molto impegnativo”.
Il segretario generale della Cgil conferma che il sindacato ricorrerà “alla magistratura perchè si tratta di casi che non giustificano comportamenti così forti. La mia impressione - dice - è che la Fiat usi qualsiasi pretesto pur di provare a intimorire e colpire lavoratori e delegati. Questo sembra inaccettabile nell'Italia e nell'Europa di oggi”.
Sacconi: Epifani sbaglia
Il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, sui licenziamenti della Fiat dà una “lettura sbagliata”. Il clima “è cambiato, non siamo più negli anni '70, per cui se è giusto il diritto che il singolo ha di scioperare è grave che alcuni o un singolo lavoratore possano bloccare la produzione di uno stabilimento”. Lo afferma il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, risponendo alle dichiarazioni di del leader di Corso Italia.
Sciopero Fiom
Venerdì nuovo sciopero di 2 ore in tutti gli stabilimenti del gruppo Fiat. Lo ha proclamato ieri (20 luglio) la Fiom in una nota. “La Fiat ha deciso di distribuire centinaia di milioni agli azionisti e di aumentare del 40% i compensi ai massimi dirigenti”. E' quanto si legge nel comunicato delle tute blu, diffuso al termine del coordinamento nazionale del gruppo Fiat. Alle lavoratrici ed ai lavoratori, con salari già bassi, non vuole dare niente.
La Fiom rivendica:
- la corresponsione immediata di una cifra non inferiore quella dell’anno scorso (600-800 euro) a tutti i dipendenti, anche a quelli in Cassa integrazione;
- il ritiro dei licenziamenti a carattere intimidatorio a Melfi e a Mirafiori;
- l’apertura di un negoziato sulle prospettive industriali e occupazionali del Gruppo connesse alla costituzione di due società (Auto e Fiat Industrial), respingendo la strategia perseguita a Pomigliano di contrapporre lavoro e diritti.
“Il coordinamento nazionale del gruppo Fiat decide per venerdì 23 luglio 2 ore di sciopero, con modalità di gestione a livello di stabilimento”. Mercoledì 28 luglio, a Roma, dalle ore 11:00, incontro in piazza Montecitorio con i gruppi parlamentari e con le forze politiche per denunciare il clima antidemocratico e intimidatorio in Fiat; all’incontro parteciperanno rappresentanti di tutti gli stabilimenti del gruppo.
Bonanni e la "trappola" della Fiom
“Azienda e lavoratori stiano attenti a non cadere alla trappola della Fiom”. Così il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, commenta la situazione della Fiat. “La Fiom - a suo avviso - ha interesse a creare contrasti e a spingere alcuni lavoratori e l'azienda a comportamenti esasperati”. Sugli ultimi licenziamenti, il sindacato dei metalmeccanici “non avendo ragione su nulla esaspera la situazione, portando lavoratori e azienda davanti al giudice”. Mentre per Bonanni “ai lavoratori e all'azienda serve serenità”. I buoni risultati di Fiat, aggiunge, sono “una buona premessa per Pomigliano e per il piano nazionale di Fiat in Italia che prevede investimenti per 20 miliardi di euro nei prossimi sei anni”.
|