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Trend Online 21 Luglio 2010
Il primo semestre del 2010 si è chiuso sottotono per i fondi pensione di categoria. Infatti, secondo i dati eleborati da Assofondipensione, il risultato medio dei negoziali è stato del +0,6%, contro il +1,3% registrato dalla rivalutazione del Tfr. Ovviamente si parla della performance media; i risultati vanno dal +3,1% del bilanciato di Solidarietà Veneto al -2,7% del bilanciato-azionario di Fonchim. Le tensioni che hanno segnato i mercati finanziari innescate dall’esplosione della crisi greca e dal debito sovrano nell’Eurozona hanno pesato non poco. Tuttavia il 77% dei comparti ha ottenuto rendimenti positivi e il 53% ha battuto il proprio benchmark di riferimento.
L’orizzonte temporale fa la differenza
L’investimento previdenziale, si sa, guarda al lungo periodo. Per questo è importante analizzare diversi orizzonti temporali. Secondo le statistiche di Assofondipensione, negli ultimi 5 anni (dal 30 giugno 2005 al 30 giugno 2010) i comparti negoziali hanno offerto un rendimento medio composto del 2,1%, leggermente superiora al 2% del Tfr.
Le cose cambiano ancora se si allarga ulteriormente lo sguardo. Fra il primo gennaio 2000 e il 30 giugno 2010, tutti i comparti già esistenti all’inizio del periodo (prevalentemente bilanciati) hanno segnato una performance inferiore al +33% registrato dalla rivalutazione del Tfr (il migliore è stato il fondo dei metalmeccanici Cometa con un risultato leggermente superiore al 30%); il conteggio è stato fatto senza contare il contributo aziendale per i lavoratori che scelgono la previdenza complementare.
Resta il nodo adesioni
Mentre le perdite dei fondi negoziali sono state comunque inferiori ai tonfi dei mercati, resta il problema delle adesioni, che registrano nel semestre una flessione dello 0,7%. In
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