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Visualizza articolo: 1,5 milioni di colf in Italia tra incidenti e lavoro nero

La Repubblica 13 Luglio 2010

ROMA - Donna, giovane, spesso diplomata o laureata. E immigrata. Questo, secondo l'ultima ricerca del Censis, il profilo del collaboratore domestico che lavora nelle case degli italiani, asse portante di una società sempre più anziana ma non ancora tutelato a dovere. Nel nostro Paese lavorano circa 1,5 milioni di colf e badanti, il 42% in più rispetto al 2001. Il 62% non ha un contratto regolare o, se ce l'ha, non riceve una copertura previdenziale regolare. In media, su 100 ore di lavoro sono soltanto 42 quelle per cui vengono versati i contributi.

Incidenti tra le mura domestiche. Dai dati Censis emerge anche che generalmente si tratta di donne romene (19,4%), ucraine (10,4%), polacche (7,7%) o moldave (6,2%) e che queste collaboratrici spesso sono vittime di incidenti sul lavoro. Tra le cause più diffuse disattenzione, comportamenti azzardati e incapacità di comprendere le istruzioni di funzionamento di un elettrodomestico. Nel 2008 sono stati 3.576 gli infortuni, due dei quali mortali, e il 44,3% delle persone interpellate dichiara di aver già subito un incidente nel 2010. Più colpiti gli stranieri (46,3%) e per lo più da bruciature (18,7%), scivoloni (16,1%), cadute dalle scale (12,2%), ferite da coltelli (8,6%), strappi e contusioni (7,6%), intossicazioni da detersivi (4,2%) e scosse elettriche (3,6%).

Nella maggior parte dei casi le famiglie sanno dell'incidente perché magari presenti in casa in quel momento (38,7%), perché le conseguenze fisiche sono evidenti (15,7%) o perché informate direttamente (16%). Spesso però restano all'oscuro dell'accaduto (27,5%): nel 18% dei casi colf e badanti tacciono perché l'incidente non è molto grave ma anche per paura di essere rimproverate (5%) o licenziate (4,5%). La sicurezza sembra comunque un problema avvertito solo in parte dagli italiani e infatti un lavoratore su tre denuncia di non ricevere nessun supporto in tal senso da parte dei datori di lavoro (32,6%).

Più lavori per un solo stipendio. Il livello di istruzione dei collaboratori domestici stranieri è comunque più alto rispetto a quello dei colleghi italiani: il 37,6% ha un diploma di scuola superiore e il 6,8% una laurea (contro, rispettivamente, il 23,2% e il 2,5% dei lavoratori italiani). La maggior parte (55,4%) lavora per una sola famiglia ma il 44,6% è "pluricommittente": il 15,4% lavora per due famiglie, il 13,6% per tre, il 9,8% per quattro e il 5,7% per più di quattro. Il 26,5% alloggia presso la casa per cui lavora. La paga mensile media è di 900 euro netti, ma molti ne guadagnano meno di 1000. In particolare, il 22,9% meno di 600 euro, il 20,2% da 600 a 800 euro e il 24,5% tra 800 e 1.000. Per una fetta consistente dei collaboratori domestici (32,4%), però, lo stipendio netto mensile supera i 1.000 euro (il 14,6% ne guadagna più di 1.200).

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