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(ANSA) - ROMA, 29 Giugno 2010
- Contro lo stress del precariato e il telelavoro anche in Italia arrivano i Cowo, una sorta di comuni per l'autorganizzazione professionale. Nati nel 2005 negli Stati Uniti per coltivare 'l'arte della collaborazione', coniugando la liberta' del lavoro autonomo con il beneficio di condividere con gli altri luoghi e idee, i coworking (lavorare insieme) si sono presto diffusi in Europa e oggi anche nel Bel Paese, dove, attualmente, il sito coworkingproject.com ne censisce quaranta. A Roma ce ne sono almeno tre, a Pietralata, Tiburtina e Prati: all'apparenza sono uffici come tanti altri, ma qui non esiste ne' un capo e ne' una gerarchia. Nel Cowo di via Pietralata 166 lavorano circa 15 persone tra i 26 e i 50 anni: fotografi, grafici, musicisti, fonici, montatori video, architetti e artigiani e ingegneri. Il nucleo fondante e' nato circa tre ani fa quando quattro amici stanchi di lavorare ognuno nell'isolamento casa-pc, si sono messi alla ricerca di ''un luogo dove condividere l'aria e le idee''. E l'hanno trovato in un capannone dell'ex zona industriale di Roma Est, gia' colonizzato da un'associazione di musicisti. Con gli anni la comunita' si e' allargata trasformandosi in un complesso di cinque moderni spazi professionali: uno studio di produzione audio (Controfase), uno di montaggio video (Petrolio Factory), di registrazione (Coltempo), di fotografia (Stone66), di pubblicita' (Burning Studio) e un'associazione di percussionisti (Ars Ludi).
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