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(ASCA) - Roma, 31 Maggio 2010
- ''I salari d'ingresso ristagnano in termini reali da 15 anni. Nella fascia d'eta' tra i 20 e i 34 anni la disoccupazione ha raggiunto il 13% nella media del 2009, con una riduzione quasi sette volte di quella osservata tra gli 'anziani' rispetto al 2008''. Lo ha detto il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi, nel corso dell'Assemblea annuale, nelle sue Considerazioni Finali. Draghi ha anche sottolineato che ''hanno pesato sia la maggiore diffusione tra i giovani dei contratti di lavoro a termine, sia la contrazione delle nuove assunzioni del 20%. Da tempo - ha osservato - vanno ampliandosi in Italia le differenze di condizione lavorativa tra le nuove generazioni e quelle che le hanno precedute, a sfavore delle prime''. Infine Draghi ha sottolineato come ''una ripresa lenta accresce la probabilita' di una disoccupazione persistente''. E questa condizione, soprattutto se vissuta nelle fasi iniziali della carriera lavorativa, tende ad associarsi a retribuzioni successive permanentemente piu' basse''. Bisogna dunque completare la riforma del mercato del lavoro ''superando le segmentazioni e stimolando la partecipazione''. Solo 36 italiani su 100 di eta' tra i 55 e i 64 anni sono occupati, contro il 46% nella media Ue, 56 in Germania.
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