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Giovedì Rassegna.it 28 maggio 2010
27 maggio 2010 alle 15.30, presso la zona ferroviaria di Campo Marte a Padova, stava operando una squadra di lavoratori degli appalti ferroviari della società Gcf di Taranto. Il lavoratore Luigi Borrelli con i colleghi stava predisponendo il materiale necessario alla manutenzione programmata per la nottata. La linea di alta tensione lo ha investito con un campo magnetico di parecchie migliaia di volt. A nulla sono serviti per strapparlo alla morte i tempestivi tentativi di soccorso del Suem di Padova. E' quanto si legge in una nota della Filt Cgil del Veneto.
"Luigi - riferisce il sindacato - lascia a soli 31 anni la vita, la moglie e due figli piccoli. Un altro ragazzo del sud che per vivere dignitosamente con la sua famiglia a Napoli è stato costretto a sobbarcarsi migliaia di chilometri lontano da casa, lavoro pericoloso con orari flessibili, pagato poco più di mille euro al mese. Luigi lavorava alla GCF da due anni. La famiglia e i colleghi,incapaci di giustificare l’accaduto, ci hanno descritto un lavoratore attento e scrupoloso nel lavoro, ligio all’uso delle protezioni personali per la sicurezza". La Filt "esprime il cordoglio alla famiglia e la rabbia per l’assurdità di questa strage quotidiana di operai".
Il sindacato rivendica:
• Una immediata assunzione di responsabilità da parte della Gcf e di Rfi perche le misure di sicurezza e i controlli siano potenziati.
• La valutazione su tempi e condizioni di lavoro degli appalti ferroviari perché si deve spezzare la ignobile catena delle gare al massimo ribasso, di appalti strappati con prezzi troppo bassi in cui saltano i tempi e le condizioni di sicurezza per “starci dentro”.
• La necessità che i lavoratori siano adeguatamente formati sui rischi e sulle condizioni operative dei cantieri.
• L’applicazione delle leggi sulla sicurezza sul lavoro perché è intollerabile continuare a morire in questo modo sul lavoro.
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