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Visualizza articolo: Senza tutele e in preda all'ansia Gli under 30 malati di recessione"

La Stampa 26 Maggio 2010


L'allarme di medici e psichiatri:
"Quattro milioni hanno disturbi
mentali, lo stress in Ue fa danni
per almeno 20 miliardi all'anno"
GIUSEPPE BOTTERO
TORINO
Gli under trenta italiani hanno il mal di crisi. Dopo anni di precariato e contratti a termine la grande gelata dei conti e l’aumento della disoccupazione hanno fatto cedere definitivamente le difese dei laureati appena entrati nel mondo del lavoro. Se i loro fratelli maggiori si ammalavano perché troppo innamorati della carriera, spiegano gli psichiatri, oggi i disturbi più frequenti sono gli attacchi di ansia e l’insicurezza cronica, conseguenze dirette della flessibilità esasperata. Ai tre fattori di rischio “tipici” della medicina del lavoro- pericolo fisico, chimico e biologico- si è aggiunta una quarta voce, il rischio psico-sociale.

Secondo l’Istituto per la prevenzione e la sicurezza del lavoro, infatti, oltre quattro milioni di italiani soffrono di disturbi psicologici. Le più colpite sono le donne. «Nel nostro Paese è in atto una vera e propria epidemia di malattie mentali- spiega Walter Ricciardi, direttore dell’Istituto di igiene della Facolta di medicina e chirurgia dell’Università Cattolica di Roma- a causa dell’evoluzione velocissima della società globale, cui è difficile stare dietro, alla quale si aggiunge l’attuale crisi economica con il crescente problema della disoccupazione».

Dal 2000 al 2008, conferma un rapporto di Osservasalute, il consumo di psicofarmaci è più che triplicato, ed è spinto soprattutto dai giovani. Il problema è doppio. Da una parte c’è la difficoltà di trovare lavoro. Dall’altra l’eccessivo carico che grava sugli occupati. «Si lavora con meno personale a causa dei tagli, si attuano grandi riorganizzazioni, ed aumentano responsabilità e carichi di lavoro, con forte stress ed aumento dei sintomi di disturbi psichici tra i lavoratori», dice il direttore del Dipartimento medicina del lavoro dell’Ispesl Sergio Iavicoli. Le conseguenze, però, le pagano anche le aziende. «In Europa- spiega Iavicoli- lo stress è la seconda causa per assenze dal lavoro, per un costo totale di 20 miliardi annui».

La soluzione per ora è lontana. «Anche se non si deve essere catastrofisti, la situazione – ragiona il direttore di Almalaurea, Andrea Cammelli - è piuttosto preoccupante. La disoccupazione, infatti, è cresciuta rispetto allo scorso anno. Occorre farsi carico di una vera e propria emergenza giovani, che sono da sostenere con attenzione in una realtà, come quella italiana, dove rappresentano una “risorsa scarsa”, ben più di quanto avvenga in altri paesi». L'anno scorso erano ancora in cerca del loro primo impiego il 16,5 per cento dei neolaureati triennali. Quest'anno sono arrivati al 22 per cento. Con lo stesso destino si sono misurati anche i laureati che hanno concluso il ciclo dei cinque anni: l'anno scorso erano senza lavoro il 14 per cento, oggi sono il 21 per cento. Attacchi di panico, claustrofobia, nausea e tachicardia sono all’ordine del giorno. Per risparmiare sui costi dello psicologo i ragazzi si sfogano sui forum online. «Mi sveglio con il cuore a mille e la testa che pulsa- scrive Marco, ventiquattro anni, dipendente a tempo determinato in una società di marketing-. La sera mi addormento solo con le gocce, se non stacco a metà giornata rischio di svenire. E’ normale?». La risposta da una disoccupata poco più anziana di lui: «Per me è lo stesso, ed è un incubo continuo».

«La sindrome del precario sta mietendo decine di migliaia vittime - conferma la psicologa Paola Vincinguerra, presidente di Eurodap, l’associazione italiana che monitora la diffusione delle malattie legate all’ansia e al panico - Tra l’altro, dopo l’approvazione del Ddl sul lavoro che contiene norme sull’arbitrato per risolvere le controversie del lavoro stesso, i dipendenti si sentono ancora meno protetti. Si può purtroppo affermare che ormai esiste una vera patologia da lavoro precario a cui è fondamentale dare una risposta, organizzando un programma di prevenzione». Dall’ultimo sondaggio online condotto da Eurodap sull’emergenza precarietà, sottolinea la specialista, è emerso che «il 70% delle persone tra i 25 e i 55 anni ha dichiarato di trovare proprio sul posto di lavoro la maggiore fonte di stress. Di questi, il 60% teme i colleghi mentre il 40% si dice completamente assoggettato al capo per paura di essere licenziato».

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