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(ASCA) - Roma, 27 Maggio
- Negli ultimi dieci anni i salari pubblici sono cresciuti 'ben oltre' quelli privati: del 36% i primi contro il 24% dei secondi ed a fronte di una crescita dei prezzi al consumo pari al 24%. Un fenomeno italiano, ma pienamente condivisto da tutti i Paesei europei e che ha ''fortemente contribuito al deterioramento dei conti pubblici'' nazionali, basti pensare che se in Grecia gli stipendi pubblici fossero saliti come quelli privati, oggi avrebbe un disavanzo inferiore di oltre 3 punti rispetto al Pil. E' quanto sottolinea e ricorda Lorenzo Bini Smaghi, membro del comitato esecutivo della Banca Centrale Europea, in un articolo pubblicato dal Corriere della sera.
Bini Smaghi sottolinea quindi come ''riportare in linea il settore pubblico non e' utile solo ai fini della finanza pubblica, ma anche per migliorare l'efficienza e il potenziale produttivo del Paese'', oltre a rappresentare un fattore di ''equita', dato il maggior grado di protezione di cui gode l'occupazione nel settore pubblico''.
In Italia, rimarca ancora Bini Smaghi, pur attestandosi a livelli di divario inferiore ad altri Paesi dell'area Ue, il diverio rimane comunuqe 'rilevante': se la dinamica nel pubblico fosse stata come quella del privato ''il disavanzo pubblico sarebbe stato lo scorso anno appena sopra il 3% del Pil e il debito pubblico intorno al 102%, 13 punti in meno di quello registrato. La manovra correttiva sarebbe stata probabilmente piu' contenuta''.
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