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Roma, (Apcom) 18 Maggio 2010
- L'emendamento al ddl lavoro presentato dal relatore Maurizio Castro sui licenziamenti "senza la forma scritta" riguarda i contratti a tempo indeterminato. Ad affermarlo il giuslavorista Piero Ichino, senatore del Pd, il quale fa notare che la proposta che fissa a 90 giorni il termine di impugnazione del licenziamento, in caso che questo avvenga senza forma scritta, "si riferisce alle norme sui licenziamenti individuali che riguardano i contratti a tempo indeterminato". Cosa che, prosegue Ichino, "testimonia la caoticità e disorganicità" del provvedimento del governo che nell'articolo 32 sui contratti a tempo determinato inserisce anche "altro".
Il senatore del Pd non concorda con alcuni colleghi di partito, come Giorgio Roilo, secondo cui l'emendamento del relatore introduce la possibilità di licenziamento verbale. Ma concorda nel sostenere che la novità sarebbe "comunque a discapito del lavoratore" poiché la norma introduce il termine di 90 giorni per l'impugnazione del licenziamento senza forma scritta, "mentre sinora non c'era alcun termine di scadenza per l'impugnazione e quindi introduce un paletto per il lavoratore che prima non c'era".
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