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Visualizza articolo: EUROZONA: CONTI PUBBLICI E SALARI, LA BCE CHIEDE UNA ''STRETTA''

ASCA 13 Maggio 2010

I salari nell'area euro vanno adeguati al livello di disoccupazione e alla perdita di competitivita'. E i paesi devono rafforzare l'impegno nell'azione di risanamento dei conti pubblici. E' quanto indica la Banca Centrale Europea che nel Bollettino mensile torna a sollecitare riforme strutturali nei paesi dell'Eurozona.

''In tutti i paesi dell'area dell'euro, per favorire una ripresa sostenibile - afferma la Bce - sono d'importanza cruciale riforme strutturali che rafforzino la crescita e l'occupazione. Alla luce del recente incremento della disoccupazione, per evitare che questo si traduca in un aumento della disoccupazione strutturale sono necessari sistemi tributari e assistenziali capaci di incentivare efficacemente il lavoro, migliori dispositivi di formazione e sufficiente flessibilita' dei contratti di lavoro''.

Secondo la Bce al tempo stesso ''urge un intervento da parte dei paesi che presentano problemi di competitivita', nonche' squilibri interni ed esterni. A tal fine e' indispensabile che nella contrattazione salariale vi siano istituzioni che consentano un opportuno aggiustamento dei salari sulla base delle perdite di competitivita' e delle condizioni di disoccupazione''.

Altrettanto essenziali sono le misure tese ad accrescere la flessibilita' dei prezzi e la competitivita' non di prezzo. Dovrebbe infine svolgere un ruolo importante l'adeguata ristrutturazione del settore bancario. Situazioni patrimoniali sane, un'efficace gestione del rischio e l'adozione di modelli imprenditoriali solidi e trasparenti sono indispensabili per rafforzare la capacita' di tenuta delle banche agli shock e assicurare un adeguato accesso ai finanziamenti, gettando le basi per la crescita sostenibile e la stabilita' finanziaria.

La Bce esorta quindi i governi a ''intraprendere un'azione incisiva per conseguire il risanamento durevole e credibile delle finanze pubbliche''. La situazione e' preoccupante.

Dagli ultimi dati emerge che ''per correggere gli ampi squilibri sara', in generale, necessario intensificare gli sforzi. Il risanamento dei conti pubblici dovra' superare in misura considerevole l'aggiustamento strutturale dello 0,5 per cento del pil su base annua stabilito come requisito minimo nel Patto di stabilita' e crescita'' sottolinea la Bce.

''Piu' si aspettera' a correggere gli squilibri, maggiore risultera' l'aggiustamento necessario e piu' elevato sara' il rischio di subire un danno in termini di reputazione e fiducia. Per contro, la rapida attuazione di piani di risanamento ad ampio spettro - che prevedano maggiori sforzi nella fase iniziale, siano incentrati sul lato della spesa e siano combinati con riforme strutturali - rafforzera' la fiducia del pubblico nella capacita' dei governi di restituire sostenibilita' alle finanze pubbliche, ridurra' i premi per il rischio intrinseci ai tassi di interesse e quindi favorira' la crescita durevole nel medio periodo.

Quanto al trend economico-congiunturale, la Bce vede un proseguimento della ripresa, ma ad un ritmo moderato: ''L'attivita' nell'area dell'euro registra un'espansione dalla meta' del 2009, dopo un periodo di brusca contrazione.

In particolare, l'economia ha beneficiato della ripresa in atto su scala mondiale, dei significativi interventi di stimolo macroeconomico e delle misure adottate per ripristinare il funzionamento del sistema bancario''.

La Bce rileva che gli ultimi dati, fra cui indicatori positivi basati sulle indagini congiunturali, confortano la valutazione che il recupero dell'economia dell'area sta procedendo nel 2010. ''Se da un lato soprattutto le condizioni metereologiche avverse hanno frenato la crescita nella prima parte dell'anno, dall'altro sembra essersi manifestato un certo rafforzamento in primavera.

In prospettiva, la Bce si attende che l'incremento del pil in termini reali prosegua a un ritmo moderato.

La ripresa in atto a livello mondiale e il suo impatto sulla domanda nei mercati di esportazione dell'area dovrebbero sostenerne l'economia. Allo stesso tempo la crisi finanziaria dovrebbe frenare l'espansione economica, tenuto conto del processo di aggiustamento dei bilanci in corso in diversi settori, dell'aspettativa di un basso livello di utilizzo della capacita' produttiva e delle prospettive di debolezza del mercato del lavoro.

La Bce continua a ritenere che tale scenario sia soggetto a rischi sostanzialmente bilanciati, in un contesto caratterizzato da un'incertezza insolitamente elevata. Per quanto riguarda gli elementi positivi, l'economia mondiale e il commercio con l'estero potrebbero recuperare in misura maggiore del previsto ed e' possibile che il miglioramento del clima di fiducia superi le attese, dando luogo a un consolidamento della ripresa.

In termini di rischi al ribasso persistono timori concernenti rinnovate tensioni in alcuni segmenti dei mercati finanziari.

Inoltre, potrebbero influire verso il basso anche interazioni negative piu' intense o prolungate del previsto fra l'economia reale e il settore finanziario, nuovi rincari del petrolio e di altre materie prime, maggiori spinte protezionistiche e la possibilita' di una correzione disordinata degli squilibri internazionali.

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