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Visualizza articolo: Scuole, via al nuovo contratto E i sindacati vanno all'attacco

L’Arena 03 maggio 2010

Verona. Immediata la risposta delle sigle sindacali della scuola veronese alla circolare inviata dal Comune ai propri insegnanti, il 30 aprile (di cui abbiamo dato notizia il primo maggio), per comunicare loro l'avvenuto cambiamento del contratto. La Flc Cgil, la Cisl scuola, l'Uil scuola e lo Snals Confsal veronesi, con un comunicato datato lo stesso giorno, ironizzano sul regalo fatto dal Comune ai docenti proprio in occasione della festa dei lavoratori.
«Attraverso una circolare interna», scrivono i sindacati, «il Comune ha comunicato alle insegnanti delle proprie scuole materne che, da primo maggio dovranno prestare il proprio servizio con un orario di lavoro frontale con i bambini che passa da 25 ore settimanali a 30 ore e con un monte orario per le attività integrative-funzionali di 20 ore mensili. Tutto ciò in seguito al colpo di mano con cui la Giunta comunale, nella seduta del 14 aprile scorso, ha deliberato di applicare al personale docente della scuola dell'infanzia il contratto collettivo nazionale degli enti locali e non più quello della scuola statale, che da 53 anni (delibera del Consiglio comunale 128 del 24 giugno 1957) regolava gli aspetti più importanti del rapporto di lavoro dei docenti (retribuzione, trattamento pensionistico, orario e organizzazione del lavoro) e che era stato oggetto nel corso del tempo di importanti accordi sindacali integrativi con il Comune».
L'atto, scrivono i sindacati «manifesta tutta la sensibilità del Comune verso le proprie docenti, che vengono preavvisate di questi importanti cambiamenti con l'anticipo di un giorno. Anticipo che permette loro di poter organizzare per tempo la propria vita personale e familiare». Beffarda nei propri confronti i sindacati ritengono la chiusa della circolare stessa, là dove parla di una futura fase di confronto con le Rsu e con il sindacato «per la definizione degli aspetti relativi alla gestione del rapporto di lavoro». Sono trascorsi mesi «durante i quali non sono stati ascoltati e, come atto finale, l'amministrazione comunica di aver già deciso da sola».
Di fronte a questi atteggiamenti, decisa ed intransigente, affermano i sindacati, sarà la loro azione in difesa dei diritti delle docenti, dei legittimi bisogni dell'utenza e delle famiglie in relazione alla qualità di un servizio fondamentale come quello delle scuole. Per questo confermano lo stato di mobilitazione della categoria e le giornate di protesta e di sciopero programmate.
Gli stessi sindacati, il 30 aprile, hanno anche inviato una lettera al Centro di responsabilità Istruzione, al Comune, al Cdr Scuole Materne, al direttore Area Risorse Umane e, per conoscenza, al personale docente del Comune in cui affermano che la circolare 25 del 30 aprile «ha contenuti e dispositivo di tipo generale e risulta totalmente mancante di indicazioni sulle modalità di applicazione del nuovo orario settimanale di lavoro».
Dopo la circolare non è seguita, il 30 aprile, nessuna disposizione da parte del Cdr scuole materne, diretto dalla dottoressa Anna Pasqualin, per indicare ai singoli docenti le modalità di articolazione del nuovo orario di lavoro settimanale. E questo, secondo i sindacati, «costituisce non solo un ulteriore elemento di confusione nella prestazione del servizio, ma anche una lacuna dispositiva fondamentale, in presenza della quale ciascun docente ha l'obbligo di continuare a svolgere ancora l'abituale orario di lavoro, così come organizzato finora».
I sindacati, concludono, invitando chi di dovere a «intervenire con disposizioni formali in merito alla nuova organizzazione del lavoro» e aggiungono «la loro totale disapprovazione sui metodi e sui tempi utilizzati dal Comune, che dimostrano scarsa sensibilità per i problemi personali e professionali del personale docente, nonché indifferenza per le relazioni di cui il Comune si dimentica volentieri».

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