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Ticinonline 26 Aprile 2010
Per la prima volta nel 2009 sono state in numero maggiore le chiamate maschili al 143 rispetto a quelle femminili: 6.236 contro 5.050. Una realtà cantonale in netta controtendenza rispetto ai dati svizzeri
LUGANO - La crisi colpisce i maschi. Al Telefono Amico le telefonate da parte di uomini in crisi ha superato per la prima volta quelle delle donne: 6.236 contro 5.050. Nell'anno per eccellenza della crisi economica, sono aumentare anche le chiamate per colloquio di aiuto. Lo scorso anno sono state 11.286, con una crescita di 198 chiamate rispetto al 2008. Una crescita percentuale non particolarmente elevata, ma che come ci spiega Luisa Reggiani, responsabile della formazione dei volontari, trova conferma nell’andamento degli ultimi anni. “Il dato importante non è tanto l’entità della crescita, ma la costanza, negli ultimi 5 anni, del numero di persone che già seguono una terapia medica e che si rivolgono regolarmente al nostro servizio”, spiega Reggiani definendo questa situazione “preoccupante”. Una segnalazione che contiene però anche degli aspetti positivi. “Ciò che è positivo è che queste persone che vivono determinati problemi hanno trovato un posto dove essere ascoltate e sfogare le proprie difficoltà. Dall’altra parte si tratta di una situazione da vigilare; dobbiamo cercare di evitare che queste persone diventino eccessivamente dipendenti dal nostro servizio. Il nostro lavoro non deve essere sostituito ad un servizio sociale o di cura. Non siamo terapeuti”.
Una constatazione dei fatti che rappresenta anche una richiesta d’aiuto rivolta alle autorità. “Il nostro servizio ottiene già dei sussidi cantonali che coprono però solo un terzo dei nostri costi; da qualche anno ci stiamo però muovendo con le autorità cantonali per un maggiore riconoscimento del nostro servizio di supporto alla popolazione che vive un crescente disagio sociale. I terapeuti stessi riconoscono il supporto offerto dal nostro lavoro, offerto durante tutto l’anno, 24 ore al giorno” spiega Reggiani. La responsabile della formazione dei volontari spiega però quali sono le difficoltà che deve affondare Telefono Amico. Il lavoro svolto dai volontari è di difficile quantificazione e di conseguenza, pur riconoscendone l’importanza, e questo complica il suo riconoscimento a livello cantonale.
L’anomalia ticinese – A livello svizzero il 71% delle richieste d’aiuto vengono effettuate da donne, percentuale che in Ticino scende al 45%. Il Ticino rappresenta quindi un’anomalia all’interno della Confederazione. Per la prima volta, infatti, il maggior numero di richieste d’aiuto sono arrivate dalla popolazione maschile. Un dato che trova conferma nelle difficoltà legate alla “gestione del quotidiano” conseguente anche alla crisi economica degli ultimi anni e che ha costretto un numero crescente di uomini a dover far fronte a situazioni difficili. “Alcuni uomini chiamano perché non riescono più a far fronte al mantenimento della famiglia. Magari hanno perso il lavoro e non sanno come comunicarlo alla famiglia”.
Gioco patologico - Telefono Amico ha ampliato l’ascolto, rivelandosi un interessante supporto per le persone direttamente e indirettamente (le loro famiglie) confrontate col gioco d’azzardo. Questo grazie a una collaborazione che coniuga la copertura telefonica operata da Telefono Amico con la competenza specifica degli specialisti Gruppo Azzardo Ticino Prevenzione(GAT –P).
Cercasi volontari - Telefono Amico cerca volontari tra i 30 e i 65 anni, disponibili a turni feriali, festivi e notturni, interessati a corsi di formazione puntuali e a far parte di un gruppo attivo e dinamico. Un invito particolare viene rivolto alle persone prive di impegni professionali e quindi disposte a turni nel corso della giornata. Scrivere a C.P. 4118 - 6904 Lugano comunicando i dati personali, indirizzo e numero telefonico.
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