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Visualizza articolo: Abramo: “Soprusi? Applichiamo il contratto”

il crotonese 15 Aprile 2010

Nessun sopruso contro i lavoratori, ai quali viene applicato per intero il contratto collettivo nazionale delle telecomunicazioni. Sergio Abramo rimanda al mittente le accuse della Uil contro l’Abramo Customer Care, l’azienda di call center erede di Datel e Telic che fa parte del gruppo imprenditoriale di famiglia di cui è azionista insieme ai fratelli. L’attuale amministratore delegato, nonché da poco presidente dell’associazione nazionale Assocontact che raggruppa le aziende del settore, risponde alle domande per telefono e non nasconde un leggero fastidio per la piega che ha preso la vicenda. “Solo a Crotone abbiamo questi problemi”, si lamenta.
Il segretario generale della Uil Crotone, Domenico Tomaino, dice di aver raccolto in questi ultimi mesi lo sfogo dei suoi lavoratori della sede di Crotone che avrebbero subito “le peggiori vessazioni e le più umilianti mortificazioni”. Cosa replica?
“Assolutamente, non c’è stato alcun sopruso. Qui da noi si applica per intero il contratto collettivo nazionale delle telecomunicazioni. E non potrebbe essere altrimenti viste le dimensioni dell’azienda. Inoltre, il nostro gruppo in più di cento anni di attività imprenditoriale non ha mai avuto problemi del genere”.
Ad alcuni lavoratori, denuncia sempre la Uil, sarebbe stato imposto il trasferimento a Catanzaro con la minaccia del licenziamento.
“Non è stato minacciato nessuno e gli stessi ragazzi, con una propria e spontanea iniziativa, hanno già risposto pubblicamente al sindacato, ribadendo che si trovano benone qui alla holding e hanno diffidato la stessa Uil di non strumentalizzare la loro vicenda. Preciso poi che si tratta di 12-13 persone in tutto e che il loro trasferimento collettivo non è recente, ma risale all’ottobre dello scorso anno e prima è stato comunicato e discusso con le organizzazioni sindacali regionali, anche se la Uil sembra essersene accorta solo ora”.
Ma perché sono stati trasferiti?
“Semplicemente, è stata presa la decisione di trasferire le unità di controllo alla sede della holding a Caraffa di Catanzaro per migliorare la gestione dell’azienda, che non ha solo la sede operativa di Crotone ma anche altri due siti operativi in Calabria a Catanzaro e a Montalto Uffugo in provincia di Cosenza”.
La Uil però dichiara di essere pronta ad assistere i lavoratori che decidessero di intentare azione legale.
“Tomaino dice tante cattiverie e non capisco il suo comportamento. Queste cose su di noi le dice solo ora. Un mese fa invece diceva che la realtà dell’Abramo Customer Care era unica in Calabria e parlava bene dell’azienda. Forse c’è qualche altra cosa dietro questa dichiarazione, ma dovrebbe chiarirlo meglio lui. Se incita, però, i lavoratori a fare causa contro l’azienda, si assume, come sindacato, tutta la responsabilità di quello che succederà alla sede di Crotone”.
Alla fine del 2009 non sono stati rinnovati numerosi contratti.
“Si trattava di contratti a termine che sono arrivati alla loro naturale scadenza. La situazione di particolare crisi del mercato non ha consentito la loro prosecuzione”.
Entro fine aprile l’azienda si era impegnata a stabilizzare altri 140 dipendenti circa qui a Crotone, sarà così?
“Al momento non posso ancora risponderle. Questa nuova stabilizzazione è legata ad un piano di assunzioni incentivate con fondi europei che dobbiamo ancora decidere se presentare alla Regione”.
Ma è vero che volete ridimensionare la sede di Crotone? Qual è il vostro piano industriale?
“Di questi temi credo che questo non sia ancora il momento opportuno di parlarne. Non posso anticiparle niente, mi dispiace. Deve capire che c’è molta attenzione intorno al nostro gruppo ed io non voglio né alimentare le aspettative né deluderle e comunque un’ultima cosa gliela vorrei dire...”.
Che cosa?
“Riguardo all’occupazione che abbiamo creato in questi anni, vorrei ricordare che a Crotone si è passati dai 270 addetti degli inizi alle 1.400 unità occupate di oggi. Questo, mi pare, che nessuno lo sottolinei e che invece è un dato che va a tutto merito di quest’azienda e costituisce un ottimo attestato della sua serietà”.
Emilio Genovese

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