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TOKYO Ticinonline 02 Aprile 2010
- I giapponesi sono grandi appassionati di birra ma, in tempi di crisi economica, di fronte al calo dei consumi i produttori puntano sulla cosiddetta "bionda povera", fatta senza malto, poco costosa e sempre più ricercata.
Secondo quanto riporta il quotidiano economico Nikkei, i colossi del settore nel Sol Levante prevedono di aumentare la produzione di birra senza malto del 20-45% nei prossimi mesi, in scia alla forte domanda.
I tre principali operatori prevedono un sensibile aumento della produzione già nel periodo marzo-maggio: Asahi punta a un rialzo del 45% rispetto al 2009, contro il 25% di Kirin e il 20% di Suntory.
Attualmente, la birra meno pregiata detiene una quota di oltre il 30% delle vendite complessive.
La birra "povera", ufficialmente denominata "di terza categoria", è prodotta senza l'utilizzo di malto che è invece sostituito da non meglio precisati liquori, mischiati in due qualità diverse, con un gusto finale simile a quello di una birra annacquata.
Il mercato della birra tradizionale in Giappone è in crisi da anni, registrando nel 2009 un calo del 2%, una situazione collegata alla crisi economica, ma anche che ai mutati gusti dei giovani, che secondo le statistiche bevono meno e si rivolgono a prodotti alternativi come il vino.
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