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Visualizza articolo: Lavoro/ Istat: -380mila occupati nel 2009, primo crollo dal.. -2-

Roma, (Apcom) 24 Marzo 2010

- Nella media del 2009, alla flessione particolarmente robusta dell'occupazione maschile (-2%, pari a -274.000 unità in confronto alla media 2008) si associa quella meno accentuata, ma comunque rilevante, dell'occupazione femminile (-1,1 per cento, pari a -105.000 unità). A livello territoriale, balza agli occhi l'emorragia di posti persi nel Mezzogiorno: la discesa dell'occupazione è del 3% (-194mila unità, quindi oltre la metà del totale) sotto la spinta della forte perdita impressa dalla componente maschile, mentre è contenuta allo 0,5 per cento (-25.000 unità) nel Centro, raggiunge l'1,3 per cento (-161.000 unità) nel Nord.

Il tasso di occupazione 15-64 anni si attesta, nella media del 2009, al 57,5 per cento (58,7 per cento nel 2008). Il risultato sconta la discesa della componente femminile (dal 47,2 al 46,4 per cento) e soprattutto di quella maschile (dal 70,3 al 68,6 per cento). A livello territoriale, alla più moderata riduzione dell'indicatore nel Centro fa seguito la significativa flessione nel Nord e nel Mezzogiorno. Il tasso di occupazione degli stranieri, rimasto invariato tra il 2007 e il 2008, segna una sensibile riduzione, passando dal 67,1 per cento del 2008 al 64,5 per cento del 2009 (dall'81,9 al 77,7 per cento per gli uomini e dal 52,8 al 52,1 per cento per le donne).

Alla discesa dell'1,0 per cento (-169.000 unità) dell'occupazione dipendente si associa la forte contrazione di quella indipendente (-3,5 per cento, pari a -211.000 unità). L'agricoltura segna una flessione del 2,3 per cento, pari a 21.000 unità in meno in confronto al 2008. L'occupazione agricola diminuisce sia nella componente alle dipendenze, sia in quella indipendente e, con l'eccezione del Centro, in tutto il territorio nazionale.

Nell'industria in senso stretto gli occupati scendono in misura particolarmente significativa (-4,3 per cento, pari a -214.000 unità), coinvolgendo sia gli indipendenti sia, soprattutto, i dipendenti. La riduzione, diffusa sull'intero territorio nazionale, interessa per circa la metà il Nord. Il settore delle costruzioni diminuisce dell'1,3 per cento (-26.000 unità) a sintesi della crescita della componente indipendente e della riduzione di quella dipendente. La flessione delle costruzioni riguarda il Nord e il Mezzogiorno. Nel terziario, alla riduzione degli indipendenti (-3,7 per cento, pari a -147.000 unità), diffusa in tutto il territorio nazionale, si associa il marginale incremento dei dipendenti (+0,2 per cento, pari a 28.000 unità) nelle regioni settentrionali e centrali. Il complessivo calo dell'occupazione nei servizi riflette in gran parte la riduzione del commercio, alberghi e ristorazione, dei trasporti, dell'istruzione e della Pubblica Amministrazione, non compensata dall'incremento dei servizi alle famiglie e sociali (attività ricreative, culturali e sportive).

L'occupazione a tempo pieno segnala un ridimensionamento molto accentuato rispetto al 2008 (-314.000 unità, pari al -1,6 per cento); quella a tempo parziale registra una flessione più contenuta nei valori assoluti (- 65.000 unità), ma sensibile in quelli percentuali (-1,9 per cento in confronto alla media 2008). La caduta dell'occupazione a tempo pieno coinvolge sia i dipendenti, sia gli indipendenti; quella a tempo parziale il lavoro autonomo. Il lavoro dipendente a tempo parziale rimane sostanzialmente invariato su base annua (+0,3 per cento, pari a 9.000 unità). Alla riduzione degli uomini (-12.000 unità) si affianca la modesta crescita delle donne (+20.000 unità). Dopo quattro anni di crescita, il lavoro dipendente a termine (Tabella 25) diminuisce nella media del 2009 del 7,3 per cento (-171.000 unità). Il calo, diffuso sull'insieme del territorio nazionale e per entrambi i generi, riguarda l'industria e i servizi. Il 21,4 per cento degli occupati ha lavorato fino a 30 ore; il 68,9 per cento almeno 31 ore settimanali (era il 70,4 per cento nel 2008), con una punta del 78,7 per cento nelle costruzioni .

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