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Visualizza articolo: Più disoccupati fra i neolaureati. E a Parma, il 46% delle specialistiche porta al lavoro atipico

Gazzetta di Parma 23 Marzo 2010

A un anno dalla laurea specialistica ottenuta all’Università di Parma, solo un terzo dei giovani ha un contratto a tempo indeterminato o un lavoro autonomo stabile. Nel 46% dei casi invece i neolaureati hanno ottenuto un lavoro atipico, cioè un contratto a tempo determinato o un rapporto di collaborazione. Il 19% dei neolaureati con la specialistica continua la formazione, mentre il 7% si dichiara in cerca di un lavoro.
È quanto emerge dal dodicesimo Rapporto sulla condizione occupazionale dei laureati italiani, curato da AlmaLaurea. Lo studio sui trend che riguardano gli sbocchi dei giovani (di primo e secondo livello) è stato presentato nei giorni scorsi durante il convegno «Investimenti in capitale umano nel futuro di Italia ed Europa», tenutosi all’Università della Calabria.

L'indagine ha coinvolto i 2.495 laureati di primo livello dell’intero anno solare 2008 dell’Ateneo di Parma, intervistati nel 2009, a un anno dalla laurea e 1.200 laureati specialistici biennali. Per i laureati specialistici che entrano nel mondo del lavoro, ad un anno dal conseguimento della laurea, il guadagno, in linea con la media nazionale, è 1.101 euro mensili netti. Le laureate invece risultano, come il dato nazionale, penalizzate: guadagnano 981 euro mensili netti contro i 1.220 degli uomini.
Per quanto riguarda i neolaureati di primo livello dell’Ateneo di Parma, il 60% continua la formazione con la laurea specialistica, poco più della media nazionale (fissata al 57%), di questi, poco più del 15% studia e lavora.

TUTTI I DETTAGLI DEL RAPPORTO SULLA CONDIZIONE OCCUPAZIONALE DEI LAUREATI ITALIANI

IL QUADRO NAZIONALE - PIÙ DISOCCUPATI FRA I NEOLAUREATI.
Il rapporto 2009 ha coinvolto oltre 210mila laureati di 49 Atenei italiani aderenti ad AlmaLaurea da almeno un anno, tra cui l’Università di Parma. In generale, quest’anno l’analisi occupazionale dei laureati risulta particolarmente preoccupante in quanto è sensibilmente in crescita la disoccupazione rispetto all’anno passato non solo fra i laureati di primo livello (dal 16,5 al 22%), ma anche fra i laureati specialistici biennali (dal 14 al 21%).
Inoltre, il livello di lavoro stabile si contrae ulteriormente, così come il livello delle retribuzioni. E l’andamento negativo si conferma anche nel medio periodo, a tre e a cinque anni dalla laurea.
«L’attuale sottoutilizzazione del capitale umano migliore che esce dal sistema universitario rappresenta oggi una vera e propria emergenza - dichiara Andrea Cammelli, direttore di AlmaLaurea e professore di Statistica dell’Università di Bologna -. È necessaria una riflessione di ampio respiro su questo versante, evitando i catastrofismi, ma anche la “politica dello struzzo”. Ciò che fa la differenza nella possibilità di uscita dalla crisi del Paese in un ruolo competitivo nel contesto internazionale è la consistenza e la qualità del capitale umano. Se è vero che ricerca è uguale a sviluppo e sviluppo è uguale a occupazione, obiettivo prioritario è investire di più in formazione e ricerca, come fanno tutti i paesi più avanzati. Occorre facilitare l’innesto nelle imprese, soprattutto medie e piccole, di alte competenze: seri studi dimostrano che un laureato di qualità può cambiare profondamente l’impresa senza intaccare il ruolo dell’imprenditore e farlo sentire espropriato».

LA SITUAZIONE A PARMA - MOLTI STUDIANO FINO ALLA SPECIALISTICA. DOPO, SI TROVA LAVORO MA PIÙ SPESSO PRECARIO.
Relativamente all’Ateneo di Parma, l’indagine ha coinvolto i 2.495 laureati di primo livello dell’intero anno solare 2008 dell’Ateneo di Parma, intervistati nel 2009, a un anno dalla laurea.
Un comunicato dell'Università sottolinea che «nostante il tasso di risposta (ai questionari, ndr) molto elevato - arriva al 92% - rimane ancora oggi molto complesso stabilire le tendenze del mercato del lavoro basandosi sul collettivo dei laureati di primo livello.
Questo essenzialmente per due ragioni: in primo luogo manca la possibilità di un’analisi nel medio e lungo periodo, e poi perché si tratta di giovani che nella maggioranza dei casi continua gli studi, rimanda cioè al post-laurea di tipo specialistico il vero ingresso nel mondo del lavoro (desiderio di approfondire la propria formazione o difficoltà nel trovare un impiego?)».

I NEOLAUREATI DI PRIMO LIVELLO. A Parma, chi prende la laurea di primo livello spesso continua gli studi: 60 giovani su 100 arrivano alla laurea specialistica (poco più della media nazionale, al 57%).
I dati AlmaLaurea sui laureati di primo livello dell’Ateneo di Parma evidenziano inoltre che:
• Gli occupati neolaureati sono 45 su cento, un valore leggermente inferiore alla media nazionale (46%). Tra gli occupati, il 30,5% è dedito esclusivamente al lavoro, il 15% coniuga la laurea specialistica con il lavoro.
• Continuano gli studi 60 laureati su cento: il 45% è impegnato esclusivamente nella laurea specialistica, mentre, come si è detto, poco più del 15% studia e lavora.
• Sette laureati di primo livello su cento - la media nazionale è del 9% - non lavorando e non essendo iscritti alla laurea specialistica, si dichiarano alla ricerca di lavoro.
• Il lavoro stabile (contratti a tempo indeterminato e lavoro autonomo) coinvolge, a un anno dalla laurea, 37 laureati su cento di primo livello di Parma (la media nazionale è del 42,5%).
• Il lavoro atipico (contratti a tempo determinato, collaborazioni, ecc...) coinvolge 46 laureati su cento dell'Ateneo di Parma (la media nazionale è del 40%).
• Il guadagno (sintesi tra chi lavora esclusivamente, la maggioranza, e chi studia e lavora) si attesta su valori di poco inferiori alla media nazionale: a un anno dalla laurea i laureati di primo livello dell'Università di Parma guadagnano 1.011 euro contro i 1.020 del complesso dei laureati. Le laureate dell’Ateneo di Parma, come avviene a livello nazionale, risultano penalizzate: guadagnano 940 euro mensili netti contro i 1.110 degli uomini.

I LAUREATI CON LA SPECIALISTICA A UN ANNO DALLA LAUREA, A PARMA. L’indagine ha coinvolto i 1.200 laureati specialistici biennali dell’intero anno solare 2008 dell’Ateneo di Parma, intervistati nel 2009, a un anno dalla laurea. Il tasso di risposta ai questionari da parte del campione anche in questo caso è molto elevato: 91%.

I dati AlmaLaurea sui laureati specialistici dell’Ateneo di Parma mostrano che:
• A un anno dalla laurea lavora il 60% dei laureati specialistici dell’Università di Parma; un valore superiore alla media nazionale del 57%. Ma quasi un quinto dei laureati (19%) continua la formazione (è il 18% a livello nazionale). Cerca lavoro il 21% dei laureati specialistici di Parma, contro il 26% del totale laureati.
• A un anno dalla laurea, il lavoro è stabile per il 33% dei laureati di Parma; la media nazionale è del 38%. Il lavoro atipico coinvolge il 46% dei laureati specialistici di Parma (la media nazionale è del 44%).
• Il guadagno, in linea con la media nazionale, è 1.101 euro mensili netti. Le laureate dell’Ateneo di Parma, come avviene a livello nazionale, risultano anche in questo caso penalizzate: guadagnano 981 euro mensili netti contro i 1.220 degli uomini.

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