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Visualizza articolo: Venerdì 19 Marzo

Corriere del Ticino 19 Marzo 2010


WASHINGTON - Il presidente statunitense Barack Obama ha sottoscritto ieri un pacchetto di misure da 17,5 miliardi di dollari per rilanciare l'occupazione. La legge contiene anche alcune disposizioni che riguardano da vicino gli istituti finanziari all'estero con clienti americani: dovranno infatti cooperare strettamente con le autorità fiscali degli Stati Uniti, pena un'imposta alla fonte.

Nel bel mezzo della riforma sanitaria e della lotta alla disoccupazione, una parte «secondaria» della legge sarebbe passata quasi inosservata. Se non che la «Neue Zürcher Zeitung» negli scorsi giorni l'ha seguita con attenzione, soprattutto per le conseguenze che avrà su tutti gli istituti all'estero, anche su quelli svizzeri.

Per combattere l'evasione fiscale e rimpinguare le casse dello Stato, il pacchetto mira infatti anche ad aumentare la trasparenza sui conti stranieri dei cittadini statunitensi. Una volta in vigore non solo le banche, ma anche gli intermediari finanziari dovranno fornire all'autorità fiscale statunitense (IRS) informazioni dettagliate sui loro clienti americani. Un compito che verosimilmente provocherà oneri amministrativi supplementari. Qualora le banche e gli intermediari finanziari non dovessero cooperare, saranno sottoposti a un'imposta alla fonte del 30% su tutti i ricavi (ad esempio interessi e dividendi) provenienti dagli Stati Uniti.

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