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La Gazzetta del Mezzogiorno 19 Marzo 2010
POTENZA - «A pochi giorni dal voto, raccogliamo consensi ma anche molte critiche per il centrosinistra. C’è bisogno di lanciare segnali concreti a garanzia dell’attuazione di un programma che condividiamo, ma che non deve rimanere sullacarta; e c’è bisogno di assicurare un cambiamento nei rapporti fra politica, economia e cittadini: c’è bisogno di più politica, ma di una politica che faccia il proprio mestiere e che dimostri di non essere succube degli interessi». Il coordinatore di Sinistra ecologia e libertà (Sel), Carlo Petrone, insieme a Giannino Romaniello, Gianni Rondinone, Rocco Rivelli, Paolo Pesacane, ha posto l’accento sulle priorità della coalizione, viste da sinistra.
Chiedono, ad esempio, che si assuma l’impegno a «costituire una giunta regionale costituita da personalità esterne». E questo sia «per una questione di competenze», sia perché «con la decisione di costruire un finto listino con i parlamentari (che si dimetteranno) si assicurerà due consiglieri aggiuntivi al Pd, a discapito degli altri alleati di coalizione»; sia perché «si chiedono voti per essere letti consiglieri regionali e non (come molti stanno facendo) perché ci si presenta come futuri assessori». Per la Sel, «anche per un fatto di trasparenza, va mantenuta una netta distinzione fra consiglieri e membri della giunta regionale».
Si chiede che, sin dalla prima seduta, «il consiglio regionale faccia proprio il codice etico europeo per gli amministratori pubblici» e disponga la costituzione di «un tavolo regionale delle regole». Un organismo, costituito da qualificate espressione della politica e della società, che «suggerisca i percorsi per ripristinare equilibrio e correttezza nei rapporti fra politica, economia e società».
«La politica - sostiene Sel - deve riappropriarsi della propria funzione di governo, deve dettare le regole, deve realizzare i programmi non pensando alla raccolta di un consenso immediato, non guardando alle scadenze elettorali ma a una prospettiva più ampia».
Tra le criticità a cui il centrosinistra non si è dimostrato in grado di fornire adeguate risposte, ad esempio, «l’incapacità a ridurre i costi della politica mentre vengono colpiti i salari (si veda il caso Agile)». E si è cresciuti poco: «i dati Svimez del ‘92 indicano un tasso di attività, in Basilicata, intorno al 42,5% e oggi siamo al 43-44». Così come, «negli utlimi anni, la Regione ha compiuto passi indietro rispetto all’obiettivo del decentramento amministrativo». Parola di alleato.
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