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Gazetta del Sud 25 Febbraio 2010
Il presidente dall'Ato Me 2, ing. Salvatore Re ha convocato per oggi pomeriggio nella sede dell'Ato di via Statale Sant'Antonino, i 38 sindaci dei comuni azionisti perché decidano in prima persona quali azioni intraprendere con urgenza per sollevare i paesi dalla morsa dei rifiuti. Strade e piazze dei comuni, grandi e piccoli, continuano a restare invase dai rifiuti. Che "assediano" anche le scuole. Colonie di ratti scorazzano per le strade e i cittadini non sanno più a chi votarsi, sempre più sfiduciati verso le istituzioni. La Gesenu, non solo non ha messo in atto alcun piano straordinario per rimuovere le cataste di immondizie accumulatesi in queste settimane di disservizi e trasferirli nella discarica di Motta Sant'Anastasia, ma – come abbiamo riferito ieri – ha notificato il licenziamento del personale a far data dal 31 marzo.
A tal proposito va detto che i sindacati hanno deciso di impugnare i licenziamenti chiedendo «un tavolo di crisi in prefettura».
«I licenziamenti sono inaccettabili» ha dichiarato il segretario provinciale della Fit Cisl Enzo Testa che «ha dato mandato al legale consulente della Cisl, di impugnare i provvedimenti dell'azienda per i 70 dipendenti della Gesenu iscritti alla Fit Cisl». Altrettanto faranno gli altri sindacati. «La Gesenu non poteva interrompere unilateralmente il contratto di appalto – spiega Testa – e di conseguenza non è consentito motivare i licenziamenti con la revoca o la cessazione dell'appalto. Non può essere considerata questa una causa di licenziamento». La Fit Cisl di Messina ritiene la presa di posizione della Gesenu un pericoloso precedente se dovesse essere confermato. «Nel caos della gestione rifiuti e della riorganizzazione della Ato – sostiene Testa – l'avallo della possibilità di rescindere un contratto senza alcuna alternativa operativa, in settore considerato di pubblica utilità come la raccolta dei rifiuti solidi urbani, rischia di portare a un effetto domino». La Fit Cisl esprime il suo rammarico perché con la notifica delle lettere di licenziamento viene meno l'impegno assunto in sede prefettizia da tutti gli attori della vertenza per proseguire il servizio di raccolta dei rifiuti sino all'individuazione, attraverso un nuovo bando, di un altro soggetto affidatario. «Davanti al Prefetto – ricorda il segretario della Fit – tutti si erano impegnati nel salvaguardare i diritti dei cittadini e le aspettative dei lavoratori. Vorremmo che tutti avessero avuto la stessa sensibilità e coerenza che stanno dimostrando i lavoratori che non percepiscano lo stipendio da due mesi e stanno comunque lavorando». La Fit Cisl di Messina chiederà al Prefetto di Messina l'istituzione immediata di un tavolo di crisi per fronteggiare l'emergenza. "E' indispensabile – conclude Testa – trovare nel prossimo mese una soluzione di continuità altrimenti il 1. aprile si rischia l'emergenza sanitaria, più che ora, nei 38 comuni della provincia tirrenica serviti dall'Ato Messina 2 che resterebbero senza raccolta dei rifiuti».
Nella lista dei licenziamenti si aggiungono anche i 9 dipendenti dell'associazione temporanea d'impresa "Aip - Gesenu" che fino adesso si è occupata dell'emissione e della riscossione delle bollette della Tia.
Tornando alla riunione di oggi, Re sostiene che l'obiettivo principale resta comunque l'esame da parte dei sindaci della proposta avanzata da TirrenoAmbiente, la società mista proprietaria della discarica e di cui è azionista di maggioranza il Comune di Mazzarrà con il 45 per cento di azioni, che intenderebbe acquistare il ramo d'azienda che Gesenu gli ha già offerto. TirrenoAmbiente – così come ha spiegato il presidente dell'Ato – ha condizionato l'acquisizione del ramo d'azienda di Gesenu per subentrare nella raccolta e nello smaltimento dei rifiuti – all'ingresso nel pacchetto azionario della stessa società mista d ei Comuni o di parte di essi.
Si è appreso che sono stati gli stessi sindaci, o comunque i rappresentanti dei maggiori Comuni, a dare mandato esplorativo al presidente dell'Ato affiché verificasse la fattibilità della proposta. Saranno poi i sindaci a dovere decidere se il progetto ha una sua fattibilità. C'è da tenere conto del ddl della regione che sovverte coi nove bacini le attuali "regole del gioco". Intanto i soldi promessi dalla Regione e che dovevano servire per pagare i salari e le spese di conferimento per i prossimi dieci giorni, non sono ancora arrivati nelle casse dell'Ato Me 2 e ciò crea ulteriori preoccupazioni. I sindacati intanto sono in attesa e non hanno deciso ulteriori forme di lotta «in quanto finirebbero – come afferma il segretario della Cgil Chiofalo – per penalizzare solo i cittadini che si ritrovano con la spazzatura sotto le finestre delle loro case. Stiamo invece valutando una iniziativa che coinvolga assieme ai lavoratori anche la cittadinanza stanca di questo stato di cose a cui la Regione tarda a mettere mano. La nostra vertenza è ormai regionale e non è più limitata – data l'emergenza – al nostro solo territorio. La situazione All'Ato2, e non solo, è più grave di quanto si pensi».
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