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Visualizza articolo: La Cgil: "Con la crisi aumentati i lavoratori precari"

ravennza notizie 20 Febbraio 2010

Il numero dei lavoratori precari è in aumento. Anche in provincia di Ravenna il fenomeno è in ulteriore espansione e attraversa sempre di più tutte le fasce di età. Roberto Cornigli, segretario provinciale del Nidil Cgil, riassume così la situazione locale sul fronte dei lavoratori atipici.

In occasione del congresso provinciale del Nidil Cgil che si è tenuto oggi, 20 febbraio, a Ravenna, Cornigli (che è stato confermato all'unanimità alla guida della categoria) ha fornito una fotografia della situazione sul territorio ravennate: "Lo stato attuale delle cose è preoccupante; i precari oltre ad aumentare stanno diventando ancora più precari. Se infatti fino a poco tempo fa prevaleva il lavoro in committenza oggi assistiamo ad una fortissima diffusione dei contratti di partecipazione e di aperture di partite Iva. Accanto a queste forme rimane poi l'ampia diffusione dei contratti co.co.co e co.co.pro".
Cornigli spiega poi che il precariato interessa tutte le fasce di età dei lavoratori: "La crisi economica ha aggravato la situazione. I nostri uffici accolgono sia i lavoratori con contratti atipici ma anche le tantissime persone che ogni giorno si ritrovano disoccupate. Italiani e stranieri giungono in massa per orientarsi su un mercato che per ora non offre prospettive. Anche le qualifiche dei lavoratori sono molto eterogenee: la crisi colpisce sia il laureato sia chi non può vantare un titolo di studio rilevante. Oltre il 50 per cento dei casi riguarda persone che hanno perso il lavoro negli ultimi due anni. A ciò si aggiunge l'esercito di giovani in cerca della prima occupazione. Dai dati in nostro possesso (fonte: centri per l'impiego e Inps) i precari nella nostra provincia stanno aumentando in maniera esponenziale: i lavoratori parasubordinati erano 26.478 nel 2004, 26.989 nel 2005, 30.589 nel 2006, 47.344 nel 2007 e 49.604 nel 2008. Tra il 2004 e il 2008 sono pressochè raddoppiate le iscrizioni alla casse della gestione separata dell'Inps. Il fenomeno tra l'altro vede invece una diminuzione dei contratti a tempo indeterminato: tra il 2004 e il 2008 sono scesi di 6.664 unità".
Cornigli sottolinea poi che le battaglie del Nidil in questi anni hanno prodotto dei risultati positivi, come ad esempio il contratto nazionale dei lavoratori in somministrazione, superando il lavoro interinale: "Si è poi ottenuta la stabilizzazione di tante collaborazioni coordinate e continuative negli enti pubblici o il riconoscimento e la trasformazione dei contratti di lavoro nei call center che erano esclusivamente atti a sfruttare i lavoratori al minor costo economico. Siamo consapevoli che la strada da percorrere è ancora tanta nel versante del mercato del lavoro per 'sterilizzare' la Legge 30 nei suoi effetti disastrosi. Occorre superare questa legge. Nidil e Cgil sono impegnate in iniziative per i diritti di tutti i lavoratori con la raccolta di firme 'Mandiamo la precarietà in pensione'. La prospettiva pensionistica nelle politiche previdenziali del nostro paese - conclude Cornigli - non può essere elusa o rimandata se non vogliamo trovarci con una intera generazione per la quale il lavoro non sarà in nessun modo in grado di costruire una tutela dignitosa per la vecchiaia".

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