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Visualizza articolo: Cranchi, i salari sono stati pagati

La provincia di Sondrio 17 Febbraio 2010

I salari sono stati pagati, adesso si attende il confronto con gli enti locali e l'Anas. Dal Comitato per l'occupazione e dal Consiglio di fabbrica della Cranchi non arrivano comunicazioni approfondite, ma dallo stabilimento trapelano alcune novità sostanzialmente positive.
Il primo passo in avanti è rappresentato dal pagamento dei trecento dipendenti. Un segnale che i lavoratori ritengono incoraggiante e definiscono, seppure in maniera informale, segnale concreto della serietà dell'azienda Cranchi Spa, che in un periodo difficilissimo non rinuncia ad andare incontro alle esigenza dei dipendenti. Ma probabilmente l'aspetto più importante è rappresentato dalla possibilità di aprire un confronto con l'Anas, l'ente che nel comunicato di mercoledì era stato indicato come la causa principale degli ultimi problemi di casa Cranchi (e subito ha fatto sapere di non accettare le accuse provenienti dalla Valtellina), con il Prefetto e con le autorità politiche della provincia di Sondrio.
«Sono state aperte delle porte per iniziare un confronto costruttivo, e questo è l'aspetto più importante – fanno sapere dal Comitato per l'occupazione e dal Consiglio -. La prossima settimana sarà fondamentale per chiarire la situazione. Vista l'attenzione raccolta dalla situazione della nostra fabbrica, siamo più fiduciosi rispetto ai giorni scorsi».
La posta in palio – secondo quanto spiegato nel documento diffuso tre giorni fa – è altissima: si parla addirittura della possibile chiusura degli stabilimenti, anche se va detto che non si sono registrate particolari preoccupazioni sulla base di questa eventualità, ritenuta poco concreta al di fuori dai siti produttivi e persino da una parte dei lavoratori.
Le reazioni degli amministratori locali non sono state morbide nei confronti del comunicato diffuso dai dipendenti di Cranchi, ma al di là di questo a Piantedo si coglie una certa soddisfazione per il fatto di avere portato l'azienda e i suoi problemi al centro dell'attenzione.
L'idea di aprire un confronto piace anche fuori dalle fabbriche di Piantedo e Rogolo. E' la strada da seguire secondo la Provincia e il deputato del Pdl Maurizio Del Tenno, ma anche per i sindacati. «Il pagamento degli stipendi è un fatto importante e da parte nostra c'è la massima disponibilità a lavorare tutti insieme per fare in modo che un'azienda importante continui a produrre in valle – spiega Valter Rossi (Cgil), segretario della categoria dei chimici insieme a Rossano Ricchini della Cisl -. E' quello che avviene regolarmente nelle situazioni di crisi, dove ci si siede attorno a un tavolo, ognuno dalla propria parte, ma con un obiettivo comune e la consapevolezza di dovere dialogare per affrontare i problemi. Abbiamo notato che il nostro punto di vista è condiviso dagli enti locali: questo aspetto è significativo».
C'è un altro passo in avanti da compiere. «Naturalmente non possono mancare un atteggiamento costruttivo e il rispetto reciproco. L'imprenditoria valtellinese è caratterizzata da relazioni positive con la controparte, anche se è chiara la differenza dei ruoli. Per il futuro speriamo di vivere in un contesto simile anche alla Cranchi. Vorremmo una fabbrica con relazioni sindacali normali. Nient'altro».

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