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Tiscali Notizie 11 Febbraio 2010
In questo periodo nero per l'occupazione, nemmeno i “cervelli” vengono risparmiati, come insegna la vicenda della Glaxosmithkline di Verona, dove quasi 700 ricercatori rischiano di perdere il posto. Ma nemmeno il settore della moda dorme sonni tranquilli, visto che il Tribunale di Milano ha appena dichiarato il fallimento di Burani Designer Holding. Continuano intanto i problemi per il settore dell'auto dove, con Termini Imerese in attesa di soluzione, gli addetti dell’Alfa Romeo di Arese manifestano contro il licenziamento di alcuni loro colleghi. Senza dimenticare le vicende dell'Alcoa, settore alluminio, dove 2500 lavoratori rischiano di veder svanire il posto di lavoro con la possibile chiusura degli stabilimenti di Portovesme e Fusina.Burani Designer Holding in fallimento - I giudici della seconda sezione civile del Tribunale di Milano hanno dichiarato il fallimento di Burani Designer Holding (Bdh), la società di diritto olandese a monte del gruppo della moda Mariella Burani Fashion Group. La decisione è stata presa dal collegio presieduto da Filippo Lamanna, giudice Roberto Fontana. Con la dichiarazione di fallimento di Bdh il Tribunale di Milano si è ritenuto territorialmente competente e ha quindi accolto l'istanza presentata il mese scorso dai pm di Milano Mauro Clerici e Luigi Orsi che, in base anche all'inchiesta penale avviata da tempo, non solo avevano sostenuto lo stato di insolvenza di Bdh ma anche che la sede operativa della società era nel capoluogo lombardo. I legali della holding invece hanno ritenuto che la sede di Burani Designer Holding fosse a Cavriago, in provincia di Reggio Emilia e per questo avevano chiesto il trasferimento del procedimento. La decisione di oggi ha colto di sorpresa gli avvocati dei Burani che a questo punto si riservano di esaminare il provvedimento in vista di un'eventuale impugnazione. Secondo i pm Bdh ha debiti per circa 18 milioni di euro sia verso le banche sia verso Mariella Burani Fashion Group, ma le passività potenziali, secondo la Procura, potrebbero essere vicine ai 40 milioni.Per il tribunale è impossibile il salvataggio - Per il tribunale "non si è verificato alcun concreto segnale della sussistenza delle condizioni minime per un'operazione di salvataggio di Mariella Burani Fashion Group Spa". E' uno dei passaggi contenuti nella sentenza con cui il tribunale di Milano ha dichiarato il fallimento di Burani Designer Holding, la controllante di Mariella Burani Fashion Group. Nella sentenza si legge che "la liquidità di cui dispone la società (Bdh, ndr) è di gran lunga inferiore all'ammontare dei debiti scaduti" e anzi "non avendo la resistente provveduto a depositare una situazione patrimoniale aggiornata, del tutto inesistente".La vicenda Glaxosmithkline sul tavolo del governo - E' arrivata sul tavolo di quattro ministri, oltre quello della presidenza del Consiglio dei ministri, la richiesta da parte sindacale di un incontro per discutere della chiusura del centro ricerche Glaxosmithkline di Verona. I segretari generali dei sindacati chimici di Cgil, Cisl e Uil hanno inviato la richiesta al sottosegretario alla presidenza del consiglio, Gianni Letta, e ai ministri Scajola, Gelmini, Fazio e Sacconi; "questa vertenza - è scritto nella lettera inviata a Palazzo Chigi - oltre a rendere più drammatica l'emergenza occupazionale in atto, riveste un'importanza strategica per le sorti delle ricerca nel settore farmaceutico, con il rischio conseguente di perdere una parte fondamentale del tessuto industriale del paese". Complessivamente i posti a rischio nel piano di smantellamento annunciato da Glaxo sono circa 700, tra ricercatori e rete esterna. Intanto oggi nuova manifestazione dei ricercatori della multinazionale davanti alla sede veronese. "Siamo in agitazione ma continuiamo a lavorare - hanno spiegato durante un breve sit-in - anzi, è l'azienda che ci chiede di proseguire nella nostra attività. E noi lo facciamo, ma non crediamo più nella Glaxo dopo quello che è successo. Speriamo che si riesca a salvare questo centro ricerche di Verona, ma siamo molto scettici; non pensiamo che una multinazionale come questa torni sulle sue decisioni".Acque agitate all'Alfa di Arese - In mattinata gli operai dell' Alfa Romeo di Arese hanno bloccato la strada di fronte allo stabilimento per protestare contro il trasferimento a Torino del centro stile e progettazione e contro il licenziamento di due delegati sindacali da parte di Innova Service, la società che gestisce la portineria. "Ribadiamo il nostro no ai trasferimenti, che sono licenziamenti mascherati - ha detto Corrado Delle Donne, coordinatore dello Slai Cobas - e alle speculazioni sul sito in vista dell'Expo 2015". Gli operai si sono radunati al centro di viale Alfa Romeo e hanno bloccato per mezz’ora la strada. In seguito un centinaio di lavoratori è tornato davanti alle portinerie, bloccate da stamani.
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