|
La provincia di Sondrio 12 Febbraio 2010
«La crisi della Cranchi non dipende dall'Anas: i trasporti eccezionali passano senza problemi dalla 36». Non si è fatta attendere la risposta dell'azienda che gestisce la rete stradale al comunicato del Comitato per l'occupazione e al Consiglio di fabbrica dell'impresa attiva del settore nautico e che ha scosso il mondo imprenditoriale valtellinese.
Mercoledì, un fax spedito dalla sede di Piantedo di Cranchi Spa ha annunciato il rischio di chiusura degli stabilimenti e lo stop dei pagamenti dei dipendenti, sottolineando che si tratta di problemi legati alle difficoltà dei viaggi sulla statale 36.
«E' evidente che Cranchi non può permettersi di non consegnare le già scarse commesse a causa dei problemi della statale 36 - si legge nel documento firmato da otto dipendenti della ditta valtellinese -. C'è il rischio di un trasferimento all'estero se non si potrà riprendere regolarmente il transito sulla 36, sia per quanto riguarda le conseguenze della frana, sia per i lavori del Monte Piazzo. Inoltre il nostro ciclo produttivo necessita di stampi speciali in arrivo da Torino, che devono alimentare la nuova fabbrica di Rogolo, pena il fermo e la conseguente chiusura di una struttura da 55 milioni di euro».
Considerazioni che, ai vertici dell'Anas, non sono andate giù. «Innanzitutto va detto che non può essere ragionevolmente imputata all'Anas la frana di lunedì 25 gennaio, evento che ha generato la chiusura della strada statale fino al lunedì successivo - spiega Giuseppe Scanni, direttore delle Relazioni esterne dei rapporti istituzionali di Anas - . A questo proposito occorre ricordare che la frana ha avuto origine da una pendice rocciosa posta a circa 800 metri sul livello del mare, su un'area esterna alle pertinenze della strada statale, ubicata a circa 300 di altezza. Va inoltre ribadito che il movimento franoso, dopo aver divelto tutte le imponenti opere di presidio, ha addirittura lambito alcune abitazioni della frazione Pino di Varenna, imponendo al sindaco l'evacuazione per alcune famiglie».
Secondo Scanni l'intervento dell'Anas è stato tempestivo ed efficace e ha consentito la riapertura della strada statale, seppur lungo la sola carreggiata sud, dopo soli sette giorni dopo l'ultimazione dei lavori indispensabili per la messa in sicurezza della circolazione, tra i quali la realizzazione di un muro provvisorio con una lunghezza di 170 metri.
In accordo con le varie istituzioni e gli enti locali competenti, è stato stabilito che la carreggiata nord potrà essere riaperta solo dopo che Anas, Regione Lombardia e comune di Varenna, ciascuno per le proprie competenze, avranno completato le opere di ripristino e integrazione delle barriere paramassi, irrimediabilmente danneggiate dall'evento.
I lavori a carico dell'Anas, che consistono nella formazione di due nuove file di barriere paramassi, ad alto assorbimento di energia, saranno completati entro circa due mesi e richiedono un impegno suppletivo di spesa di circa 1,5 milioni di euro.
«In relazione alle critiche sulle modalità che consentono lo scambio di carreggiata per il traffico proveniente da Lecco, è doveroso precisare che il by pass, realizzato allo scopo, risulta agevole e ben strutturato, in assoluta conformità ai disposti del Codice della strada - precisa Scanni -. Da quel by pass, senza alcun problema, è transitato nella giornata di mercoledì il primo trasporto eccezionale a favore dell'azienda Cranchi, un passaggio effettuato con la preziosa collaborazione degli enti pubblici quali, in primis, la Polizia stradale e l'Anas».
Dall'inizio di febbraio ad oggi, infatti, l'Anas ha regolarmente rilasciato autorizzazioni al transito di trasporti eccezionali, anche lungo il tratto di statale 36 interessato dal by pass, con il solo obbligo di scorta da parte della Polizia Stradale.
«Anas, pur essendo rammaricata per la crisi che sta colpendo l'azienda Cranchi, non può assumersi responsabilità in merito alla predetta crisi produttiva, in quanto la stessa non è assolutamente imputabile al gestore della rete stradale che, per mission, ha da sempre garantito i collegamenti viari e che, anche nel frangente dell'emergenza della frana, come sottolineato, ha ripristinato la viabilità, in sicurezza, in tempi record».
|