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Roma, (Apcom) 02 Febbraio 2010
- "La politica salariale è il cuore del nostro problema. Imporre bassi salari produce come conseguenza la sparizione degli investimenti perché si ha manodopera che compensa l'assenza di essi e in fondo si paga di meno". Lo ha affermato il leader della Uil, Luigi Angeletti, intervenendo al congresso della Uilcem, la categoria dei chimici.
"Questo - ha proseguito - è il film che abbiamo vissuto in tutte le imprese italiane. L'unica modifica che c'è stata, è stata quando, di fronte alla liberalizzazione, una parte del nostro sistema ha cambiato passo, ma non per merito nostro. La maggioranza delle nostre imprese ha capito che bisognava fare qualcosa di migliore".
Angeletti ha spiegato la necessità di "aumentare i salari reali, altrimenti avremo sempre meno persone disposte a comprare. Come sindacati siamo caduti nella trappola della difesa dei posti di lavoro. L'aumento di produttività deve essere collegato in termini di salari. I contratti nazionali sono stati spesso usati come uno strumento politico, noi dobbiamo condizionare la politica per difendere degli interessi reali".
La strada del futuro è quella di "trovare accordi migliori, non perfetti, ma i migliori possibili - ha aggiunto - vincere dipende dal fatto che abbiamo un'idea buona, un'idea migliore". Il segretario generale della Uil si è inoltre soffermato su due nodi fondamentali: la riforma fiscale e la riforma politica. "La prima dev'essere risolta con l'unica parola d'ordine: ridurre le tasse ai lavoratori dipendenti non ai poveri - ha concluso - dico: un bonus per ogni figlio con un obiettivo realistico di 500 euro al mese per ogni figlio che si ha".
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