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Rassegna.it 26 Gennaio 2010
Un gruppo di mogli dei lavoratori che da ormai una settimana sono sul tetto dello stabilimento della Fiat di Termini Imerese, hanno protestato questa mattina bloccando i cancelli ai Tir in entrata e lasciando senza lavoro l’intera fabbrica. Il segretario generale della Filcams Cgil, Franco Martini, recatosi ieri (25 gennaio) a Termini Imerese per esprimere la solidarietà della categoria ai lavoratori, non è riuscito ad avvicinarsi allo stabile.
“È inaccettabile - afferma Martini - il metodo con il quale dalla sera alla mattina la Fiat manda a casa 18 lavoratori, creando un grave problema sociale, in una realtà già colpita da pesanti problemi occupazionali. La legittimità dell’azienda di riorganizzare alcune fasi della lavorazione fino ad oggi esternalizzate, non può deresponsabilizzare dalla ricerca di un’alternativa occupazionale per le persone colpite dal procedimento.”
La Filcams, che ha partecipato ieri all’incontro presso la prefettura di Palermo, sarà presente al tavolo convocato per il prossimo 29 gennaio presso il Ministero dello Sviluppo Economico: “Nell’incontro del 29 gennaio – spiega il segretario - chiederemo il ritiro dei licenziamenti tanto più per gli effetti economici insignificanti che tale decisione ha sulla situazione finanziaria dell’azienda.
Il presidio andrà avanti fino a venerdì prossimo, giorno dell’incontro al Ministero, oggi, intanto, altri lavoratori dell’indotto, hanno ricevuto la comunicazione dell’apertura della procedura di cassa integrazione.
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