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Visualizza articolo: Scuola/ Fini: Precariato dei giovani aggrava emergenza educativa

Roma, . (Apcom) 18 Gennaio 2010

- I giovani italiani sono svantaggiati rispetto ai loro coetanei europei: il presidente della Camera Gianfranco Fini lo sottolinea intervenendo a Montecitorio alla presentazione del Rapporto-proposta della Cei 'La sfida educativa'. Per Fini "l'azione educativa risulterà tanto più efficace quanto più i giovani potranno disporre di opportunità per sviluppare la loro personalità, non solo nel campo delle relazioni umane e sociali ma anche in quello dei rapporti professionali e di lavoro. E qui dobbiamo purtroppo rilevare che i ragazzi italiani dispongono di minori possibilità rispetto ai loro coetanei europei".

"L'emergenza-giovani, la prospettiva di vivere lunghi anni di incertezza e precariato - avverte Fini - vanno annoverate tra le principali questioni nazionali e contribuiscono a rendere ancora più drammatica l'emergenza educativa che riguarda l'intera società. Dobbiamo amaramente rilevare che la minore mobilità sociale dell'Italia di questi anni - fenomeno già di per sé preoccupante - colpisce innanzi tutto i giovani. Troppi di loro hanno perso la speranza di un'ascesa sociale. Troppi sono i ragazzi che temono di dover vivere una vita meno prospera e con meno opportunità di quella dei loro genitori. La verità cruda è ben fotografata nel volume, laddove si osserva che 'nel sistema Italia è labile l'uguaglianza dei punti di partenza; sono deboli la scuola, l'università e la ricerca, poco inclini a premiare il 'merito', inteso come strumento di promozione ed elevazione sociale'".

"La risposta della politica alla questione giovanile - accusa il presidente della Camera - si è rivelata carente. E' mancata la consapevolezza che investire sui giovani non equivaleva soltanto a investire su un settore della società, ma a scommettere sull'avvenire dell'intero Paese. Riscoprire il carattere strategico dell'educazione significa quindi riconquistare alla politica la dimensione del futuro, perché vuol dire ripartire dall'idea di società che si intende affermare nel suo insieme. Ed è evidente che, realizzando una scuola e una università maggiormente in grado di formare cittadini consapevoli, nonché lavoratori ben preparati, l'Italia renderebbe un alto servigio non solo ai giovani ma a se stessa".

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